Nuovo DPCM, lockdown light: Italia divisa in tre aree fino al 3 dicembre

Città chiuse dalle 22 alle 5. Ritorna l’autocertificazione. Aperti negozi essenziali e asporto, parrucchieri e centri estetici. In mattinata, pubblicato nuovo DPCM e formalizzato il nuovo Decreto Ristori Bis per aiutare le attività chiuse

In tarda notte il presidente Conte ha firmato il nuovo DPCM dopo il difficile confronto con le regioni, non tutte d’accordo, e con alcuni parti politiche, soprattutto di maggioranza. Anche in questo caso, il gioco delle indiscrezioni, fatte uscire ad hoc per abituare psicologicamente la gente alle nuove misure, ha permesso di conoscere in anticipo i dettagli.

Il testo definitivo è giunto dopo la riunione tra Conte, i capidelegazione della maggioranza, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e i ministri Boccia, Gualtieri e Patuanelli. Con gli ultimi due ministri, il presidente Conte sta già provvedendo ad un Decreto Ristori Bis per sostenere le attività che dovranno rimanere chiuse, che dovrebbe essere varato anch’esso in mattinata. Tutti questi passaggi sono stati discussi precedentemente in Parlamento prima dell’applicazione.

In mattinata, il nuovo DPCM sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le nuove misure saranno attive dal 5 novembre al 3 dicembre. L’Italia sarà divisa in 3 aree: le zone rosse, ovvero quelle ad alto rischio, le zone gialle, a rischio intermedio, le zone verdi, a basso rischio.

Tutte le città italiane chiuse dalle 22 alle 5 a prescindere dalle zone, chiusi ristoranti ma attivo l’asporto, didattica a distanza, smart working, vivamente consigliato anche ai privati, spostamenti tra regioni e Comuni fortemente ridotti, parrucchieri e centri benessere aperti, centri commerciali chiusi nel fine settimana, mercati e negozi chiusi tranne quelli di prima necessità nelle zone a rischio, chiusi sale scommesse e musei, mezzi pubblici al 50% della capienza, divieto di assembramento in tutte le strade e piazze italiane anche per tutta la giornata, e ritorna l’autocertificazione. Sospese anche le crociere e tutti i concorsi, sia pubblici che privati.

Le tre zone

Sarà necessario il rispetto di 21 criteri per dividere le regioni nelle aree. Probabilmente, allo stato attuale, Lombardia, Piemonte, Calabria, trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Campania dovrebbero rientrare nelle zone rosse. Per Veneto, Puglia, Sicilia e Liguria, dovrebbe essere confermata la zona arancione, nonostante il dato pugliese di ieri che ha fatto schizzare l’indice dei contagi, ma soltanto perché, a detta dell’assessore regionale alla Salute Lopalco, c’è stato un ricalcolo dei positivi già accertati in precedenza che non erano stati inseriti nel sistema. Per la conferma della collocazione delle regioni, sarà necessario attendere gli esiti dei tamponi di oggi.

Dalle ore 22 alle ore 5, si potrà circolare solo per motivi importanti e necessari, lavoro e salute o per rientrare al proprio domicilio o residenza ed è vietato lo spostamento tra Comuni, soprattutto nelle zone rosse. In questi casi, necessaria la nuova autocertificazione.

Sempre nelle zone rosse sarà sospesa la ristorazione, ma sarà consentita solo quella da asporto fino alle ore 22; sospesa la didattica in presenza anche per la seconda e terza media; sospese le attività nei centri sportivi all’aperto, possibili solo quelle individuali e in prossimità della propria abitazione.

Anche nelle zone arancioni resteranno chiusi i ristoranti, ma resteranno aperti parrucchieri e centri estetici. In questo caso, didattica a distanza, invece, solo per le scuole superiori. In queste regioni il governo sta valutando se bloccare gli spostamenti tra Comuni.

Nelle zone verdi, centri commerciali chiusi nel fine settimana, cinema, teatri e musei chiusi. Spostamenti concessi sono nelle regioni considerate verdi.

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