La maggior parte del trasporto di persone e merci avviene su gomma. Lo sostiene Edoardo Zanchini, responsabile mobilità di Legambiente; con lui abbiamo parlato della situazione della mobilità e delle prospettive, alla luce del Rapporto di Legambiente “Pendolaria 2010”.
Qual è lo stato di salute del trasporto italiano?
«La situazione italiana, purtroppo, è molto complicata per l’assoluto predominio del trasporto su gomma. Per la mobilità personale si fa assoluto utilizzo delle auto private e lo stesso avviene per il trasporto delle merci. L’Italia detiene una sorta di record mondiale per la proprietà delle auto da parte di cittadini e la media più alta d’Europa. In alcune città si arriva a 70 auto ogni 100 abitanti. Anche il 90% delle merci viaggia su strada. Per questo bisogna battersi per realizzare, soprattutto nelle città dove si svolgono larga parte degli spostamenti, un’alternativa ferroviaria e trasporto urbano sostenibile».
Le amministrazioni pubbliche si stanno impegnando? E’ sufficiente il lavoro che stanno svolgendo?
«Assolutamente no a livello nazionale, secondo quanto rileviamo ogni anno con il Rapporto Pendolaria, che fotografa la situazione degli investimenti la mobilità ferroviaria. Negli ultimi dieci anni il 70% delle risorse per le infrastrutture è stato destinato per strade ed autostrade e negli ultimi anni sono stati effettuati tagli molto rilevanti agli investimenti per i pendolari».
In Puglia qualcosa si sta facendo. E’ una regione “virtuosa”?
«La Puglia e la Campania sono le uniche regioni che in questi anni hanno investito di più per infrastrutture ferroviarie rispetto a quelle stradali. Viaggiando per la Puglia è possibile vedere i nuovi treni che si muovono. C’è un piano che vorrebbe sviluppare questi investimenti nei prossimi anni. E’ molto importante che la Puglia continui in questa direzione e si faccia sentire a livello nazionale insieme alle altre regioni. La preoccupazione sono gli effetti per questi tagli molto rilevanti. Chiediamo alla Puglia di proseguire in questa direzione perché nei prossimi anni si possa realizzare un sistema integrato di mobilità ferroviaria e trasporto pubblico locale».
Per quanto riguarda la mobilità privata si stanno sviluppando sistemi di alimentazione alternativi, come per esempio le auto ad idrogeno. Cosa ne pensa?
«E’ sicuramente parte di una strategia di mobilità che va in una direzione importante. Sappiamo che nelle città italiane c’è una domanda di mobilità privata. E’ importante che vi sia una risposta nel modo e nella forma meno inquinante, sia con investimenti per rinnovare il parco pubblico (autobus ad idrogeno, metano o elettrici), sia con la possibilità di acquisto di un’ auto che inquini meno (ibrida, metano o elettrica)».
Quali sono, quindi, le soluzioni da realizzare?
“E’ possibile intanto aumentare il servizio e potenziare le linee, conoscendo quali sono le priorità della gente. Nei nodi di scambio poi occorre predisporre parcheggi e servizi di trasporto pronti. Si potrebbero studiare soluzioni uniche di viaggio (biglietto unico) per semplificare la vita delle persone».


