Mega discarica di Ordona: risorse immediate dalla Regione Puglia

Ordona (FG) il materiale “tombato” è stato stimato in 500mila tonnellate di rifiuti pericolosi

Saranno messe a disposizione immediatamente le risorse per le attività di caratterizzazione delle aree e per le necessarie indagini relative a ipotesi di contaminazione dei suoli e della falda interessate dalla mega discarica illegale in un’area agricola di Ordona, nel foggiano. Il provvedimento è stato deciso questa mattina, nel corso di un «incontro pratico e proficuo – secondo l’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro -, tra Regione Puglia e rappresentanti delle province di Foggia e BAT, Comune di Ordona, Cnr, Arpa Puglia e Noe sulle risultanze ambientali dell’inchiesta Black Land nel territorio di Capitanata».

Nei giorni scorsi si è avuta la certezza di un traffico illegale di rifiuti che dalla Campania  ha portato in Puglia ogni genere di scarto, speciale e pericoloso. In seguito a indagini dei carabinieri del Noe di Bari, coordinati dalla Dda del capoluogo, è stata scoperta una mega discarica illegale in un’area agricola di Ordona, in provincia di Foggia. Dai primi accertamenti, volti proprio ad individuare l’entità e la pericolosità del materiale “tombato”, è stato stimato che siano state sotterrate 500mila tonnellate di rifiuti.

Le ruspe hanno portato alla luce anche rifiuti ospedalieri non trattati

Le ruspe che hanno scandagliato la discarica hanno portato alla luce anche rifiuti ospedalieri non trattati. Si attendono le analisi per stabilirne esattamente la tipologia e, forse, la provenienza. Gli esiti di queste ultime osservazioni permetteranno di avere un quadro più puntuale della situazione con la possibilità di progettare interventi di innocuizzazione dei rifiuti.

Secondo fonti dell’assessorato all’Ambiente, inoltre, forse anche entro una settimana, «la Puglia avrà un modello concettuale per la gestione degli interventi, cui farà seguito il progetto con richiesta, da parte del Comune di Ordona, di intervento finanziario alla Regione».

I carabinieri del NOE assistono al dissotterramento dei rifiuti tombati

L’incontro – è scritto nel comunicato -, si è reso necessario, in virtù degli elementi emersi dall’informazione di garanzia che la Regione Puglia ha ricevuto come persona offesa, «per affrontare la questione e delineare un percorso e una definizione dei compiti per dare risposte ai cittadini di quel territorio che, legittimamente, si sentono minacciati da queste notizie».

La Regione precisa, inoltre, che se le quantità di materiale pericoloso nel sito di Ordona dovessero essere quelle stimate sin dall’inizio, l’ente si avvarrà della possibilità, prevista dal Decreto legislativo 152, di interessare il governo nazionale cui, peraltro, notificherà immediatamente, tramite il ministero dell’Ambiente e le Prefetture territorialmente competenti, tutti gli atti relativi agli interventi che saranno effettuati. «Sarà effettuata, inoltre, ogni azione in danno a coloro che hanno determinato questa situazione in virtù del principio “chi inquina, paga”». 

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