Martina Franca, il trullo della discordia

Lo scorso 10 settembre il Consiglio Comunale di Martina Franca ha votato una delibera che impegna giunta e sindaco a trovare una soluzione idonea a risolvere la questione

A Martina Franca accade che un trullo, da patrimonio storico e risorsa per il territorio, diventi un problema. Di più. Un problema da eliminare e abbattere, per allargare una strada. Tanto da essere definito, in una delibera del Consiglio comunale, un rudere che, con voto unanime, salvo un astenuto, va demolito perché “grave pericolo pedonale di sicurezza del tratto stradale, il decoro urbano dell’intera zona e il completamento della viabilità”.
Piccolo trullo grande problema? – Da bene architettonico, quindi, a rovina dell’arredo urbano. Il rudere, ossia il trullo, assieme alla sua aia, in parte demolita, è in realtà un piccolo cono intatto, con le tipiche pareti in calce bianca. Si trova nella periferia di Martina Franca, una volta campagna, nel comprensorio C5, tra le vie Raguso e Madonna Piccola, in una zona di espansione urbanistica, dove negli ultimi anni sono stati costruiti numerosi palazzi. Appartiene alla famiglia Scialpi che, stando ai verbali del Consiglio comunale, non si opporrebbe al suo esproprio. Con la sua piccola corte forma una strettoia nella strada che viaggia parallela alla via per Taranto. Accanto, le ruspe hanno realizzato un parcheggio, spianando una lamia. Tra le famiglie costruttrici del nuovo quartiere c’è quella di Martino Miali, consigliere comunale dell’Udc, all’opposizione, primo firmatario dell’ordine del giorno col quale l’assemblea martinese, il 10 settembre scorso all’unanimità, salvo l’astensione del consigliere Pd, Aldo Leggieri, ha votato la delibera che impegna la Giunta e il sindaco “a trovare la formula più idonea che miri ad eliminare il grave pericolo pedonale di sicurezza del tratto stradale, il decoro urbano dell’intera zona – è scritto proprio così, ad eliminare il decoro urbano, n.d.t. – e il completamento della viabilità del comprensorio C5, compatibilmente con il reperimento di risorse economiche consentite nei limiti imposti nel patto di stabilità interno”. Anche lo scrittore martinese Mario Desiati ha speso parole sui social network per la tutela del piccolo trullo.

Il trullo che si vuole abbattere a Martina Franca si trova tra le vie Raguso e Madonna Piccola, in una zona di espansione urbanistica

Ruspe per una strada – Ma c’è chi vede la cosa da un altro punto di vista. Anche perché l’antica costruzione ostacola la realizzazione di una strada che colleghi la zona direttamente a via Taranto. «È un problema che va risolto – spiega Miali – perché quello è un rudere pieno di sterpaglie che occupa la carreggiata, procurando grave pericolo ai cittadini. Lì avvengono stati molti incidenti e non ci sono marciapiedi adeguati. La demolizione, poi, è prevista dal piano regolatore. Non c’è altro da aggiungere». Il sindaco, Francesco Ancona, nonostante la delibera, cerca un compromesso e dà una risposta al consigliere: «Il problema dei marciapiedi e della situazione del rione dipende anche da chi negli anni scorsi a costruito lì e con che criterio l’ha fatto. A prescindere da questo – spiega – la questione va risolta e la strada va messa in sicurezza. Con i nuovi piani di rigenerazione urbana potremmo trovare una soluzione alternativa».
Una soluzione – Un’idea potrebbe essere quella di riposizionarlo. Idea che il sindaco non scarta: «Attendiamo suggerimenti e progetti anche in questo senso». Per Aldo Leggieri, presidente della commissione cultura del Consiglio comunale e unico astenuto, invece, il trullo «rimane un bene storico e architettonico di testimonianze rupestri e antropologiche, che andrebbe preservato e magari utilizzato come punto informativo e turistico. Cosa già avvenuta in altri casi simili». Per adesso le ruspe tacciono. Ma il destino di una piccola testimonianza della Martina rurale sembra segnato e la trasformazione integrale del paesaggio quasi compiuta.

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