Oleificio Zucchi, storica azienda olearia cremonese, ha inaugurato la sua partecipazione all’edizione 2015 di Fa’ la cosa giusta organizzando la tavola rotonda “L’impronta dell’olio di semi – L’impegno sostenibile di Oleificio Zucchi”.
Nel corso dell’evento Zucchi ha presentato i risultati ottenuti dalla certificazione della Carbon Footprint sull’intera gamma di oli di semi a marchio proprio, la prima in Italia. Un passo molto importante per l’azienda olearia che ha permesso di studiare e analizzare le fasi di produzione dell’olio di semi misurando gli impatti ambientali “dalla culla alla tomba” e gettando le basi per un miglioramento sostenibile continuo.
L’Amministratore Delegato Giovanni Zucchi, insieme con il Responsabile Processi Operativi Lorenzo Carnevali, ha descritto l’esperienza acquisita partecipando al Programma nazionale per la valutazione dell’impronta ambientale promosso dal ministero dell’Ambiente. Oleificio Zucchi, infatti, fa parte del gruppo di aziende italiane selezionate all’interno del secondo bando pubblico per l’analisi dell’impronta di carbonio nel ciclo di vita dei prodotti di largo consumo co-finanziato dal MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).
La gamma di oli di semi aromatizzati ZucchiAlla tavola rotonda, moderata dalla giornalista Emanuela Taverna, esperta di green economy, hanno preso parte anche Daniela Sciarra del coordinamento nazionale Settore Agricoltura di Legambiente, Michele Crivellaro, Marketing & Business Development dell’ente di certificazione CSQA e Andrea Moretto, Responsabile Sistemi Certificazione di Prodotto di Ambiente Italia.
Taverna ha approfondito le misure messe in campo dall’azienda per la riduzione dell’impatto ambientale, come pure gli aspetti tecnici e procedurali affrontati nel processo di analisi del ciclo di vita e certificazione dell’impronta di carbonio degli oli di semi Zucchi. Al termine dell’intera analisi, l’Oleificio ha deciso di neutralizzare integralmente le emissioni di CO2 legate ai prodotti nel corso del 2013 attraverso l’acquisto e il ritiro di 180 carbon credits appartenenti allo standard VCS (Verified Carbon Standard). I crediti derivano da un progetto di riduzione della deforestazione programmata in Brasile (REDD) attuata in collaborazione con EcoWay.
Obiettivo dell’incontro è stato definire il significato e la portata dei risultati ottenuti da Oleificio Zucchi in termini di riduzione dell’impatto ambientale, di stimolo all’innovazione per l’industria olearia e di possibile estensione della certificazione all’ambito degli oli di oliva nella piena trasparenza. Una trasparenza che Oleificio Zucchi persegue da oltre venti anni attraverso diversi canali: la redazione del bilancio di sostenibilità, arrivato quest’anno alla 10° edizione, le numerose certificazioni ottenute che dimostrano l’avanguardia aziendale e la pubblicazione, da parte di Giovanni Zucchi, del libro “L’Olio non cresce sugli alberi” e sottotitolato “L’arte del blending: come nasce un olio di grande qualità”. Un libro ideato per far luce su uno dei segreti meglio custoditi del mondo oleario: il blending, cioè l’arte tutta italiana di unire oli da cultivar e provenienze diverse per creare accostamenti unici.


