Emendamento Tutolo, Sviluppo Sostenibile dice la sua

Bari
(foto archivio)

L’associazione si esprime sulla proposta di legge urbanistica della Regione Puglia del 9 novembre 2021: quale futuro per la “Regione più bella di Italia”?

 

La Proposta di Legge urbanistica presentata dalla V Commissione consiliare permanente al Consiglio Regionale della Puglia (Modifiche alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio) disposizioni in materia urbanistica, integrazioni alla legge regionale 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), modifiche alla legge regionale 06 agosto 2021, n. 25 (Modifiche alla legge regionale 11 febbraio 1999, n. 11 “Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n. 217 delle attività turistiche di uso pubblico gestite in regime di concessione e delle associazioni senza scopo di lucro” e disposizioni varie) e dal Consiglio sorprendentemente approvata il 9 novembre 2021 scorso traducendosi in legge regionale presenta varie gravi criticità per gli impatti anzitutto di consumo di suolo agricolo e di suolo naturale che genererà sull’intero territorio regionale ma anche per la presumibile violazione costituzionale compiuta dalla nuova legge urbanistica regionale delle Puglia del dictatum della legge urbanistica nazionale 1150/1942 come integrata dalla legge nazionale 765/1967, questa a sua volta integrata dal DM 1444/1968 (fissante tra l’altro limiti di densità edilizia in particolare nelle zone agricole).

 

Con tale manovra si ammette la realizzazione in zona agricola di nuovi fabbricati laddove necessari alla conduzione del fondo e all’esercizio dell’attività agricole e delle attività a esse connesse.

Si registra diffusamente in Puglia una spesso insincera spinta alla edificazione che maschera usi residenziali diffusi esterni alle città con grave e dissennato consumo di suolo agricolo e di suolo ambientale e con gravi conseguenze economiche e ancora una volta territoriali per i comuni coinvolti derivanti dalle insorgenti necessità di nuove infrastrutture e strutture di servizio dalla viabilità all’elettricità, all’acqua e alla fogna, e alle scuole di prossimità come sono anzitutto quelle dei primi livelli relativi alla prescuola dei nidi e delle materne e alla scuola dell’obbligo.

 

La proposta genera una generalizzazione delle possibilità di interventi di edilizia residenziale diffusi sul territorio al di fuori delle zone omogenee dei piani regolatori generali, con evidente violazione costituzionale rilevante, trattandosi di materia disciplinata con precisione del dictatum della legge urbanistica nazionale 1150/1942 ecc.

 

“La legge proposta prevede una estensione senz’alcun limite di superficie coperta e di volume”

La legge proposta prevede una estensione senz’alcun limite di superficie coperta e di volume, anche qui in modo incostituzionale poiché nei piani regolatori generali i relativi indici urbanistici sono soggetti ai limiti di densità edilizia fissati dalla legge urbanistica nazionale 1150/1942 ecc.

In tal modo si esentano dalla procedura di variante urbanistica gli ampliamenti fino al 20% delle attività produttive anche qui in modo incostituzionale poiché ancora una volta si aggirano e violano in aumento gli indici urbanistici dei piani regolatori senza assoggettare questi alla obbligatoria procedura di variante che  stabilisce che le varianti a piani regolatori generali devono seguire la stessa procedura di questi tra l’altro com’è noto garantista degli interessi collettivi attraverso un meccanismo di pubblicazione e osservabilità degli atti di variante.

 

Inoltre ne consegue una moltiplicazione pari a oltre tre volte (per la precisione 3,33 volte) della densità edilizia massima pari 0,03 metri cubi/metro quadrato di territorio agricolo, fissata dalla legislazione urbanistica nazionale ancora una volta in modo incostituzionale trattandosi evidentemente di punto fondamentale della legge urbanistica nazionale volto a contemperare le esigenze abitative di chi vive ed è attivo in agricoltura in campagna con le esigenze di contenimento dell’uso improduttivo del suolo e di sviluppo della dimensione produttiva dell’agricoltura.

Ciò peraltro vien fatto da Regione Puglia in, si consenta di dirlo, dissennato, incoerente, e di spregio alla missione nazionale sul punto, visto che la lotta alla cementificazione di territorio non ancora urbanizzato è divenuta centrale accanto a quella dell’abbandono della produzione di energia da fonti fossili nella strategia ambientale planetaria: si veda la recentissima Conferenza Nazioni Unite 2021 di Glasgow sul tema, in cui tra l’altro il Governo Italiano ha sottoscritto formalmente l’impegno in tale direzione) contro il Riscaldamento Globale (Global Warming) e il conseguente Cambiamento Climatico (Climate Change) generati dall’estensione indiscriminata della cementificazione e della urbanizzazione.

 

Riteniamo anticostituzionale ma finanche economicamente dissennata (nell’attuale stagione di transizione ecologica ed economica e digitale) la proposta di legge regionale che unitamente alla ennesima proroga del Piano Casa, apre la posta a  una vergognosa cementificazione del territorio della Puglia. Regione che l’ultimo report Ispra colloca tra le regioni peggiori d’Italia in termini di consumo di suolo, con l’8,1% rispetto alla media nazionale del 7%, con valori determinati fortemente dalla città di Bari e da tutta la sua linea costiera, pari a 157.717 ettari.

 

L’Associazione Sviluppo Sostenibile Bari, esprimendo tutto il suo dissenso all’approvazione di una legge regionale che ha dell’incredibile nella sua gravità per l’ambiente e per l’economia, fa appello ai sindaci della Regione Puglia di opporsi in tutte le opportune sedi affinché tutti i Comuni possano discostarsi dall’innalzamento indiscriminato e sregolato delle densità edilizie nel territorio, conseguenti all’approvazione di una legge approvata dal consiglio della Regione Puglia, che  dovrebbe al contrario tutelare, valorizzare e promuovere la bellezza del suo territorio, l’identità del paesaggio e dell’ambiente in tutte le sue espressioni, assicurare la qualità dell’ambiente urbano e rurale, conservare e valorizzare il patrimonio storico del costruito e degli insediamenti umani e preservare gli ambiti di pregio naturalistico, senza dimenticare che è la prima in Italia per produzione  cerealicola granaria, olivicola, e viticola.

 

Associazione Sviluppo Sostenibile Bari

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