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Emas, una garanzia di sostenibilità

In un periodo in un cui è forte l’attenzione verso l’impatto ambientale e la sostenibilità di un determinato ambiente o territorio, è quanto mai utile parlare di strumenti. Un valido strumento, sotto questo aspetto è la registrazione Emas. Ne parla Barbara Torraco, coordinatrice della Scuola Emas Ecolabel della Regione Puglia e presidente dell’Agenzia di formazione Aforis

Barbara Torraco

Qual è la vostra esperienza? Che cos’è l’Emas? 
«La Scuola Emas Ecolabel della Regione Puglia è un percorso di alta specializzazione. Selezioniamo una serie di persone, ai quali da cinque anni offriamo corsi di medio ed alto profilo. Sono corsi che specializzano professionisti che già hanno un livello di professionalità già formalizzata. I nostri partecipanti sono ingegneri ed architetti che perfezionano in campo ambientale la loro professionalità. Formiamo, quindi, queste figure professionali che saranno di supporto alle aziende o enti pubblici per avviare percorsi di sostenibilità ambientale che si concretizzano nella registrazione Emas, ovvero nella certificazione di prodotto Ecolabel». 
Sono presenti queste figure in Puglia?
«In cinque anni abbiamo formato in Puglia 150 consulenti Emas ed Ecolabel. Per ogni anno formativo abbiamo classi di 50 corsisti che, dopo aver seguito la Scuola, hanno la possibilità di supportare le organizzazioni o le pubbliche amministrazioni nel miglioramento degli aspetti o delle politiche ambientali. A distanza di cinque anni abbiamo voluto organizzare un convegno anche per fare un po’ il punto della situazione, raccogliendo riflessioni e confronti da organizzazioni, imprese ed enti di certificazione sulle criticità e strumenti migliorativi che possiamo attuare».
Quali sono, invece, gli enti accreditati?
«Ce ne sono tanti. E’ un panorama diversificato che ha anche un’estensione territoriale a macchia di leopardo. Ci sono alcuni più attenti rispetto ad altri. Questo è uno spunto di riflessione per capire come agire e supportare un loro avvicinamento a questi strumenti volontari».
Ci sono difficoltà da parte degli enti ad accreditarsi?
«L’Emas e l’Ecolabel sono strumenti volontari ed hanno alla base la volontà dell’impresa, organizzazione o pubblica amministrazione d’intraprendere questo percorso. Le difficoltà sono presenti perché ci sono una serie di emergenze anche ambientali che catalizzano l’attenzione e fanno in modo che questi strumenti non siano considerati in prima battuta. Chi si avvicina a questi strumenti, comunque, sa che possono essere introdotti una serie di criteri di miglioramento nel breve e lungo periodo che tornano utili per quelle emergenze da affrontare».
Quali sono le possibilità che si aprono per un ente con questa certificazione?
«Sicuramente è possibile tenere sotto controllo gli impatti ambientali, come per esempio il consumo dell’energia elettrica. Se s’introduce un criterio ambientale legato alla produzione ed allo spreco di energia, lo strumento volontario Emas fa in modo che si possano introdurre metodologie per abbatterne il consumo e monitorare l’impatto ambientale. Lo stesso discorso vale per i rifiuti e le risorse idriche».

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