In occasione del convegno Etica pubblica, decrescita e qualità della vita, organizzato poche settimane fa dal Comune di Cogoleto (Ge) e dalla Scuola di Formazione Politica Antonino Caponnetto, è stato rilanciato il progetto dell’Eco, ovvero la Moneta Unica Ecologica Europea. L’ingegnere genovese Bartolomeo Mongiardino, da sempre impegnato in battaglie per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente, propone in Italia questo innovativo metodo di pagamento etico che ha radici europee.Al centro di tutto c’è l’Eco, una moneta vera e propria, coniata dalla Zecca dello Stato. «Una moneta – spiega Mongiardino – che compensa, in una sorta di economia chiusa, le azioni concrete dei cittadini che collaborano con le Amministrazioni Pubbliche, con le Aziende o i Consorzi, nella difesa dell’ambiente. Ad esempio, applicando i programmi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, i cittadini consegnano materiali riciclabili a cui viene attribuito un valore riferito al peso. I cittadini vengono ricompensati con gli Eco, che sono poi spendibili in termini di sconti o risparmi su particolari tasse, come la Tariffa per l’Igiene Ambientale».
Molte altre sono, però, le azioni virtuose attraverso le quali, secondo Mongiardino, si possono ottenere Eco: partecipare alle pulizie delle spiagge e dei torrenti, utilizzare i mezzi pubblici, partecipare alla pulizia dei boschi, contribuire al risparmio energetico. L’utilizzo della moneta Eco è stato autorizzato dalla Banca d’Italia, nell’ambito di progetti volti alla conservazione dell’ambiente. L’Eco è inoltre registrato all’Ompi di Ginevra, l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale. «Il progetto fu accolto positivamente – dice Mongiardino – dal Comune di Cogoleto e dalla Provincia di Genova. Ora intendiamo farlo ripartire, sulla falsariga di quanto avviene in altri paesi europei, come la Gran Bretagna, dove questo sistema è ampiamente in uso e ha condotto a ottimi risultati. L’Eco evidenzia un particolare sistema virtuoso: è una moneta di cui si diventa ricchi soltanto con il merito e non è oggetto né di speculazioni né di inflazione. Insomma, direi che l’Eco è la moneta della gente perbene».
Gli Eco sono distribuiti dalle Amministrazioni che hanno a cuore principi di tutela sociale ed ambientale, sono distribuiti ai cittadini e ritornano alle Amministrazioni, che, in un circolo virtuoso, mettono a disposizione servizi e prodotti rispettosi dell’ambiente in cambio di Eco. Un circolo virtuoso si realizza basandolo su semplici misure di buon senso, ad esempio attraverso la riduzione dell’impronta ecologica e cioè riducendo i consumi relativi ai trasporti, energia, imballaggi, pubblicità; attraverso il restauro dell’agricoltura contadina incoraggiando la produzione regionale, stagionale, tradizionale; attraverso lo stimolo alla produzione di beni relazionali come l’interesse per arte, convivialità ed amicizia che sono beni il cui consumo non intacca le scorte, oppure attraverso la riduzione dello spreco di energia con un po’ di buon senso. Il circolo virtuoso sociale-ecologico fatto di servizi e prodotti rispettosi dell’ambiente deve vedere partecipe la maggioranza della popolazione, dunque l’accesso all’Eco deve essere regolato dalla politica, non dall’economia.


