Del racconto, il film Indoor: il Testimone

Politica e dignità: due concetti che non sono mai stati così lontani come in questo periodo. Due modi di vivere e di essere che sono riproposti nell’appuntamento della rassegna cineletteraria Del Racconto il Film Indoor, in programma a Mola di Bari oggi e domani, 22 e 23 novembre.

Oggi, venerdì 22 novembre, è la volta di Del Racconto, il Testimone. Una intera giornata dedicata a Pietro Ingrao, storico esponente dell’ala sinistra del Partito Comunista Italiano, direttore dell’Unità dal 1947 al 1957 e presidente della camera dal ’76 al ’79. La sua storia è stata raccontata dal documentarista e giornalista Filippo Vendemmiati in Non mi avete convinto. Il film è una lunga intervista (sviluppata come un dialogo a distanza con uno studente degli anni ’80) realizzata da gennaio a giugno 2012. Non la biografia storica di Pietro Ingrao, ma il suo racconto in prima persona, sulla politica come passione, «come strumento per cambiare un mondo che non mi piaceva».

Alle ore 20, nel Teatro Van Westerhout, in collaborazione con il Centro Interuniversitario di ricerca per gli Studi Gramsciani, Vendemmiati discuterà di Ingrao (uomo, politico, aspirante cineasta, amante della poesia) con il prof. Pasquale Martino e Lea Durante dell’Università degli Studi di Bari. La discussione partirà proprio da quel «Non mi avete convinto» che Pietro Ingrao pronunciò durante il suo intervento al XVI congresso del PCI, nel marzo 1983.

Sabato 23 novembre la rassegna Del Racconto, il Film Indoor passerà dal cinema al teatro, con lo spettacolo La dignità dei vinti di Giuseppe Aversa. La riduzione scenica è stata curato dallo stesso Aversa con l’aiuto regista Annalisa Boni, anch’ella ospite della serata. Sul palco, il gruppo teatrale I.I.S.S. Da Vinci-Majorana di Mola di Bari.

La dignità dei vinti andrà in scena alle 21 nella Chiesa Matrice San Nicola. È una rappresentazione tratta da Le troiane di Euripide, Cassandra di Christa Wolf, Hamlet suite di Carmelo Bene, Noi e gli altri di Tzvetan Todorov. Le dolorose vicende delle superstiti si mescolano in una dimensione tragica fino a dimostrare che più dura della morte è l’angoscia di chi resta in vita, di chi ha visto e subito violenza. Storie di sopraffazioni che anche oggi invadono, senza alcuna dignità, la quotidianità di tutti.

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