Covid, i NAS chiudono 21 centri per tamponi rapidi

Foto di Frauke Riether da Pixabay

Scoperte irregolarità in farmacie e centri di analisi in tutta Italia. Sequestrati anche 677 test

 

I Carabinieri dei NAS sono stati incaricati dal Ministero della Salute di accertare irregolarità in merito alla corretta esecuzione dei tamponi rapidi e delle analisi antigeniche per individuare casi di positività al Covid-19.

Negli ultimi mesi il green pass e il tampone negativo sono necessari per tornare alla normalità, ma chi rifiuta di vaccinarsi per scelta o chi è positivo non ha diritto al green pass. Così, da buoni italiani, fatta la legge, trovato l’inganno. In tanti hanno provato a truffare il sistema, falsificando i green pass e i risultati dei tamponi, ma le forze dell’ordine sono riuscite a scoprire le truffe e a fermarle. Ora i NAS hanno avviato un’attività specifica in tutta Italia, scoprendo ben 21 centri, tra farmacie e laboratori di analisi, che sono stati chiusi per irregolarità.

I controlli

Negli ultimi 30 giorni sono state controllate complessivamente 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità in 170 e contestando 282 violazioni. Le irregolarità hanno riguardato soprattutto l’uso di tamponi e kit reagenti non regolari, la mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test e irregolarità nella comunicazione delle risultanze nella piattaforma sanitaria informatica. I test erano eseguiti anche da personale non qualificato o privo del green pass, quindi, non vaccinato, in luoghi non idonei privi dei requisiti igienico-sanitari, come androni di condominio e sottoscala, e in locali promiscui o in totale assenza di autorizzazione regionale.

Il risultato degli accertamenti

Oltre alla sospensione di 21 punti di prelievo, sono stati sequestrati complessivamente 677 kit per tamponi rapidi risultati non idonei e individuati 18 operatori che svolgevano l’attività privi del green pass. Sono state accertare anche violazioni connesse con la regolare tenuta di farmaci e dispositivi medici, eseguendo il sequestro di 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine facciali irregolari.

Alcuni interventi tra Nord e Sud Italia

Sono state sospese 5 farmacie della provincia di Reggio Calabria, 3 laboratori di analisi a Campobasso e in provincia, 2 poliambulatori di Termoli e 2 farmacie della provincia di Oristano. In una farmacia di Poviglio, in provincia di Reggio Emilia, sono stati denunciati 2 farmacisti e 2 studenti che erano sospesi perché non vaccinati, ma che invece eseguivano i test. Uno dei due studenti aveva persino un green pass falso. Denunciato anche il titolare di una farmacia di Luzzara, sempre in provincia di Reggio Emilia, e un suo dipendente che si era spacciato per farmacista per poter eseguire i tamponi. Nel corso del controllo sono state accertate ulteriori violazioni riguardo l’esecuzione dei tamponi, effettuati in luogo non idoneo e senza indossare i previsti dispositivi di protezione individuale, nonché la dispensazione di medicinali soggetti a prescrizione medica senza la presentazione di relativa ricetta. Sospese anche 2 farmacie in provincia di Parma, una a Fidenza e una a Sissa.

Denunciati due medici, insieme al presidente e al direttore sanitario di una onlus di Gavardo, in provincia di Brescia, per test irregolari realizzati da personale non autorizzato, con la complicità dei medici. L’associazione avrebbe così incassato circa 30 mila euro. Inevitabile la sospensione delle pratiche assistenziali.

A Castelvetrano, in provincia di Trapani, è stato segnalato il titolare di un laboratorio di analisi per la non corretta adozione delle procedure di identificazione e registrazione sulla piattaforma sanitaria regionale dei pazienti da sottoporre a tampone rapido.

A Brindisi è stato denunciato il titolare di una farmacia perché i test venivano eseguiti da una dipendente non autorizzata, a Roma è stato denunciato un farmacista per aver utilizzato test rapidi non conformi. Nell’occasione, sono stati sequestrati 450 test, per un valore di circa 7 mila euro.

Ad Udine è stato sanzionato il responsabile di un punto tamponi che non aveva controllato il green pass ad una dipendente che eseguiva i test, mentre a Vietri sul Mare, in provincia di Salerno, i Carabinieri hanno scoperto che i tamponi venivano eseguiti arbitrariamente, senza richiesta di consenso informato, da parte di un farmacista, attualmente radiato dall’ordine e con green pass scaduto di validità.

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