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Copenaghen: amministratori smart per città smart

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Città intelligenti richiedono soluzioni intelligenti ma, soprattutto, amministratori intelligenti e lungimiranti. Copenaghen, da questo punto di vista, rappresenta un esempio da seguire

Pino Bruno, Giornalista, Direttore del Magazine Tom’s Hardware

copenaghen
Contabiciclette in transito ad Albertslund

Molte città millantano il loro essere smart city/smart community. Poche città fanno sul serio. Copenaghen è una di queste. Nella  capitale danese le parole “verde” e “sostenibile” sono realtà, a cominciare dalla fitta presenza di parchi urbani per finire al sistema di trasporti basato su una rete intelligente che integra treni, bus, metropolitana, bike sharing e car sharing.

A Copenaghen autostrade ciclabili

Nulla è lasciato al caso e all’improvvisazione. Tutto è pianificato capillarmente. Ai 400 chilometri di piste ciclabili cittadine si affiancano le autostrade ciclabili. Come quella già esistente tra Copenaghen e Albertslund, prima di una rete che comprenderà 26 Cycle Super Highway per un totale di 300 km. Un investimento che permetterà di risparmiare 40,3 milioni di euro l’anno, da reinvestire sulla spesa sanitaria. Oggi il 40 per cento dei pendolari che arriva in città usa la bicicletta e i mezzi pubblici e nel 2025 la percentuale salirà al 75 per cento.

Metro made in Italy ma apprezzata in Danimarca

La bici è regina a Copenaghen e in Danimarca ma nulla potrebbe senza un sistema integrato. A cominciare dalla metropolitana. Che tra l’altro, per ironia della sorte, è un pezzo di tecnologia italiana. È di Ansaldo STS ed è automatizzata. I treni disegnati da Giugiaro sono gestiti dai sistemi ATC (Automatic Train Control) e ATO (Automatic Train Operation). A bordo non ci sono macchinisti, tutta la metro è gestita in remoto da uomini e computer ed è stata la prima al mondo in funzione 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. I convogli passano ogni 4’ al massimo.

È inoltre in gran parte italiana la nuova linea metropolitana circolare – Cityringen – copenaghenche entrerà in funzione nel 2019. La costruzione è stata affidata all’impresa Salini Impregilo. I cantieri sono dappertutto ma i cittadini non se ne lamentano. Sono consapevoli dei vantaggi che ne deriveranno. Si tratta di un lavoro difficile, con due tunnel di 16 chilometri che passano sotto laghi e canali marini e una stazione ogni 600 metri. Solo Cityringen trasporterà oltre 240.000 passeggeri al giorno.

Il parcheggio subacqueo non è un sogno

Una vera smart city/smart community disdegna la demagogia. L’uso dell’auto privata va scoraggiato ma non demonizzato. Si punta all’ibrido e all’elettrico ma le automobili ci sono e gli amministratori ne tengono dovuto conto nella pianificazione urbana. Il 29 giugno scorso è stato inaugurato il parcheggio sotterraneo, anzi subacqueo – di Kvæsthusmolen, su una penisola artificiale. Sotto c’è posto per 500 auto, sopra è rinata la Sankt Annae Plads ed è stata creata ex novo Ofelia Plads, una piazza con caffè, padiglioni per concerti, mostre ed eventi culturali, attracchi per barche private e traghettini pubblici. Quando la stagione sarà propizia, i tavolini dei bar saranno sistemati in modo da permettere di tenere i piedi in mare.

Ci sono voluti 5 anni per realizzare il progetto dello studio Lundgaard & Tranberg Arkitekter. Ė un’area di 12500 metri quadri, a pochi metri dal teatro di prosa e dal canale turistico di Nyhavn. L’accesso al parcheggio sotterraneo (pardon, subacqueo) è discreto, il marciapiedi è stato allargato, così come le piste ciclabili che convergono sulla nuova piazza. Ci sono alberi e un sistema di drenaggio delle acque meteoriche che alimenta il grande giardino sotterraneo del parcheggio e permetterà di fruire dell’area anche quando piove (e qui diluvia spesso).

Bycykel regina a Copenaghen

Ma torniamo alle due ruote. Come rendere appetibile il bike sharing? La risposta è Bycykel, la bici elettrica. Una ciliegina sulla torta per quanti devono fare lunghe distanze e vogliono arrivare a destinazione più in fretta e senza troppi affanni, per i ciclisti meno giovani e in salute e i turisti che preferiscono le due ruote ai bus e alla metropolitana e trovano utile il GPS.

Per usare la bici elettrica a Copenaghen e in Danimarca non è necessario fare code agli sportelli. Ci si registra all’istante, sul grande display del navigatore, scegliendo nome utente e PIN e digitando il numero della carta di credito. Dopo il login, la bici si sblocca dalla rastrelliera – che serve anche per la ricarica della batteria – ed è pronta all’uso.

Parola d’ordine: efficienza

I punti di prelievo e consegna sono centinaia e migliaia le biciclette. Quando la bici non serve più, il navigatore indica la rastrelliera più vicina e sul display appare la cifra spesa per il noleggio, mentre la ricevuta arriva via e-mail dopo qualche minuto. Costa circa 3 euro l’ora ma conviene più abbonarsi per 9 euro al mese. In questo caso la prima mezz’ora di utilizzo è sempre gratuita e il tempo successivo costa 0,80 euro l’ora. Prezzi abbordabili anche per la costosa capitale danese.

Efficiente anche il customer care, come abbiamo potuto constatare quando abbiamo trovato la rastrelliera occupata, mentre il computer di bordo segnalava tre slot liberi e, nell’attesa, abbiamo pagato 25 corone in più. 15 minuti dopo la segnalazione del disservizio, la cifra è stata riaccreditata con mille scuse.

Città intelligenti richiedono soluzioni intelligenti ma, soprattutto, amministratori intelligenti e lungimiranti.

L’autore
Pino Bruno

Pino Bruno è dal 2013 Direttore Responsabile dell’edizione italiana di Tom’s Hardware, dopo anni di attività professionale per l’ANSA e la RAI. Tra il 1990 e il 1994 è stato inviato di guerra del TG2 e TG1 in Iraq, Somalia e Balcani.

Da sempre appassionato di informatica, è autore di libri di digital life per Mondadori Informatica e Sperling&Kupfer. Nel 2001 ha vinto il primo premio “Cisco Web Award”, per una serie di articoli dedicati alla divulgazione di Internet e delle sue potenzialità nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana.

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