«Coloratissimi e inconfondibili»: da venerdì a domenica l’All in Festival al Don Tonino Bello

Ambiente, abbattimento di barriere, contrasto a violenza di genere. Un festival non per disabili, né per bambini o anziani: un festival per tutti

 

«È stato un sogno nel cassetto per anni, 13 anni di sbattimenti per strada, 13 anni che cerchiamo di cambiare le cose». Ora, invece, «saremo tutti insieme, una grande rete, inconfondibili e coloratissimi». È così che Alessandro Antonacci, attivista della cooperativa Zerobarriere, presenta l’All in Festival, l’iniziativa che prenderà vita da venerdì 10 a domenica 12 ottobre al parco Don Tonino Bello di Bari. «Una comunità – fisica, analogica – di esseri umani che tiene insieme tante cose: accessibilità per i portatori di disabilità, ambientalismo, educazione finanziaria, contrasto alla violenza di genere e letture». Per anni hanno formato un panorama frammentato, ora costruiscono un villaggio al parco. E le associazioni coinvolte sono tantissime: Zerobarriere, Retake, Plastic Free, Res extensa, Gensnova, con il sostegno di Bper Banca e la presenza di club come il Rotary.

Il programma

Gli appuntamenti del fine settimana

Alessandro Antonacci è un fiume in piena quando presenta il programma fitto del fine settimana, accompagnandolo da commenti: «Ci sono un sacco di cose, tantissime tematiche belle – enfatizza l’aggettivo, a dire che non è buttato lì a caso – Venerdì, per esempio, alle 11,30 c’è l’agorà con gli studenti del liceo Amaldi di Bitetto. Si chiacchiera di ambiente. I ragazzi parlano e gli adulti stanno zitti perché altrimenti diventa una roba indotta, un’esposizione del nostro ego».

Sia il venerdì sia il sabato ci saranno sport accessibili a tutti e tutte: sitting volley (pallavolo da seduti/e) e calcio bendato con il pallone con i sonagli. Ci saranno talk in mezzo al prato, tutti con interpretariato LIS; poi, sabato dalle 19,30, il pic-nic senza plastica «Cerchiamo di essere concreti: siamo comunità, non capre che consumano».

La domenica chiude i tre giorni con la street parade: «Ognuno è libero di esprimersi, non contro qualcosa ma per, a favore di qualcosa. Sfileremo con le nostre bandiere, i nostri striscioni. Li coloriamo e ci coloriamo e diventiamo imperfetti. Meravigliosamente dei minchioni imperfetti, per liberarci della società della performance, felici di non essere produttivi. Vogliamo divertirci». Aggiunge: «E poi io amo bloccare le strade alle auto».

La cura dell’altro è cura dell’ambiente

Ambiente, disabilità, violenza di genere. Quanto ad argomenti, l’All in Festival non si può dire che non sia variegato. Ma hanno davvero a che fare queste tematiche tra loro? Per Silvana Mitolo, referente di Plastic Free, non c’è dubbio: «Bari è comunità. L’inclusione prevede coscienza collettiva, non individui a sé stanti. La cura dell’altro è anche cura dell’ambiente, e viceversa».

«Si agisce sempre insieme: ci vuole sinergia, il puntino nell’oceano dà risultato soltanto nel nostro metro quadro». Poi Silvana Mitolo fa una valutazione dell’impatto. «Le nostre azioni isolate da sole non sono sufficienti, ma servono a smuovere le coscienze, a creare un senso collettivo di comunità. E infatti a Plastic Free, per esempio, nel giro di un anno siamo passati da 5 a 150 volontari».

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