
In due distinte operazioni, tra Roma e Crotone. Scoperti anche fittizi crediti d’imposta e rilascio di pratiche edilizie amministrative
Anche i reati sono cambiati, come i tempi. Oggi i reati amministrativi sono quelli più frequenti perché approfittano dei cavilli burocratici e della necessità per poter aggirare gli ostacoli e ottenere in maniera indebita un profitto ingiustificato. Il do ut des che sembrava in ritirata dopo tangentopoli, invece, è sopravvissuto negli anni seguenti e viene tentato e perpetrato con una certa regolarità. Non sempre funziona perché è cresciuto il senso di legalità tra i cittadini e le istituzioni sono divenute un po’ meno cavillose e artificiose, ma il fenomeno non è scomparso del tutto.
Ecco perché la Guardia di Finanza ha aumentato i controlli, soprattutto negli appalti pubblici, dove si manifestano spesso questi reati.
Corruzione nella Capitale
Gli ultimi episodi di corruzione sono stati smascherati dalle Fiamme Gialle di Roma che hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, disposta dal Gip su richiesta della Procura, che ha previsto l’arresto ai domiciliari di 2 soci di uno studio tecnico e di un pubblico ufficiale, e la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per 3 mesi di 3 pubblici ufficiali, tutti indagati con l’accusa di corruzione per il compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio.
Sembra che siano state versate somme di denaro o altre utilità dai soci dello studio tecnico ad alcuni componenti della Polizia Locale e ad un funzionario amministrativo di un Municipio, in cambio di informazioni riservate e per nascondere irregolarità e violazioni, agevolando il rilascio di licenze e autorizzazioni ai clienti dello studio.
Truffa bonus facciate a Crotone
Un altro episodio simile, dove invece si è configurato il reato di truffa, è accaduto a Crotone. I finanzieri ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura per un valore complessivo di 16 milioni di euro, nei confronti di persone e società protagoniste di una truffa ai danni dello Stato, per aver generato e commercializzato fittizi crediti d’imposta per falsi interventi edilizi ricadenti nel regime del “bonus facciate”.
Le indagini sono partite da alcuni controlli nei confronti di una società di capitali con sede a Milano che realizza edifici residenziali. Dagli accertamenti sono emersi i falsi crediti d’imposta generati e ceduti, e la mancata esecuzione, in tutto o in parte, dei lavori dichiarati. Poi, per rendere difficoltosa la ricostruzione finanziaria e far disperdere il profitto del reato, i crediti di imposta sono stati ceduti a soggetti terzi (persone fisiche e giuridiche) che li hanno incassati in denaro liquido presso gli intermediari finanziari interessati.
Per tali ragioni, il P.M. ha disposto d’urgenza il sequestro di quote societarie, compendi aziendali, disponibilità finanziarie, e il blocco sul portale dell’Agenzia delle Entrate dei crediti compensabili nei rispettivi cassetti fiscali, riconducibili a 7 imprese, due con sede a Milano, due in provincia di Crotone, una in provincia di Modena, una in provincia di Vibo Valentia e una a Catanzaro, e 8 persone, due originarie di Crotone, uno della provincia di Milano, due della provincia di Siracusa, uno di Catanzaro, uno di Napoli e uno di Modena.


