Input your search keywords and press Enter.

Basta plastica nei cosmetici, arriva la legge

L’uso di molti prodotti di bellezza sta alimentando il “mostro” della plastica, che sempre di più invade i nostri mari e si insinua nella nostra catena alimentare. Per dare una risposta a questo difficilissimo problema e porre così un argine ai miliardi di microscopici frammenti di plastica che, sfuggendo a qualsiasi filtro, vengono ingeriti dagli organismi marini e finiscono direttamente nel piatto del consumatore, Marevivo oggi ha illustrato a Napoli, la proposta di legge n. 3852  (primo firmatario il presidente della VIII Commissione Ambiente Realacci, sottoscritta bipartisan da oltre 40 deputati eccetto M5S)  in base alla quale dal 1° gennaio 2019 non sarà più consentito produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastiche.plastica_mare_mostro

Questa proposta di legge rappresenta uno snodo cruciale della campagna “Mare mostro”, nata per informare e sensibilizzare sull’impatto della plastica in mare, realizzata da Marevivo in collaborazione con Marina Militare e CoNISMa.

Ogni anno nel mondo vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastica e si stima che nel 2050 diventeranno 400. Si prevede che per il 2050 ci saranno più plastiche che pesci in mare. Secondo alcune ricerche, oltre il 10% di plastica prodotta viene gettato in mare, andando ad alimentare il “Mostro”. I  frammenti di plastica più piccoli e, apparentemente, insignificanti sono quelli più nocivi e pericolosi. Gli impianti di trattamento e depurazione delle acque non sono in grado di intrappolarli e quindi arrivano direttamente in mare, dove vengono scambiati per cibo da diverse specie.

E’ il caso dei cosmetici, in cui il contenuto in microplastiche supera, talvolta, in peso la plastica di tutto il tubetto o la boccetta in cui sono venduti. In certi cosmetici le microplastiche rappresentano dall’1 al 90% del peso del prodotto stesso: specialmente negli scrub, nei bagnoschiuma, nei dentifrici ma anche i rossetti, le maschere, i mascara, gli idratanti, lo spray per capelli, le creme lenitive, le schiume da barba.  In Europa nel 2013, solo per i prodotti di bellezza, sono state impiegate quasi 5.000 tonnellate di microplastiche, finite quasi tutte in mare e con possibili ripercussioni anche per la salute umana.

Oltre alla proposta di legge oggi illustrata e che è oggetto anche di una petizione online che si può sottoscrivere su change.org  o su Marevivo per accelerare i tempi di approvazione in Parlamento, la campagna “Mare mostro” si articola in seminari, incontri con gli studenti, dibattiti con amministratori e politici e prevede azioni di raccolta di plastica alle foci dei fiumi, come quella che avverrà il prossimo 4 luglio alla foce del Sarno, insieme a Castalia S.c.p.A. e in sinergia con la Capitaneria di Porto di Torre Annunziata e il Comune di Torre Annunziata.

A supportare l’intera campagna una mostra divulgativa dal titolo Mare mostro: un mare di plastica?, che si potrà visitare a bordo della nave Amerigo Vespucci, nata sulla scorta dello studio realizzato dalla Blue Factory di Marevivo e composta da giovani ricercatori. Testimonial del progetto è l’artista Maria Cristina Finucci, che ha ideato il Garbage Patch State, l’“immenso Stato delle Immondizie”, cioè una complessa installazione in diversi musei del mondo, metafora dello straripare della plastica e dei rifiuti in tutti i mari e gli oceani del pianeta.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *