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Amianto, arrestato vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia

Una cava destinata a discarica di amianto è stata sequestrata a Cappella Cantone in provincia di Cremona. Traffico organizzato di rifiuti illeciti e corruzione i reati contestati al vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani (Pdl), arrestato dai carabinieri di Brescia. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100mila euro. I soldi, tutti in banconote da 500 euro, sarebbero stati consegnati al politico da Pierluca Locatelli (arrestato insieme con la moglie Aurietta Pace Rocca), imprenditore che operava nel settore dello smaltimento dei rifiuti.

Locatelli, invece di trattare e smaltire a norma di legge gli scarti pericolosi che le sue aziende ricevevano da diverse acciaierie lombarde, li faceva interrare nei cantieri della Brebemi – parte lesa nell’inchiesta si costituirà parte civile – a Cassano d’Adda (Milano) e Fara Olivana Con Sola (Bergamo).

In carcere anche il coordinatore degli staff dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) della Lombardia, Giuseppe Rotondaro, accusato di aver ricevuto una tangente di 10mila euro il 30 settembre scorso.

Il procuratore aggiunto bresciano Fabio Salomone nel corso di una conferenza stampa annuncia che ci saranno nuovi indagati. Il dottor Salomone ha sottolineato che si tratta di un «malaffare contiguo alla criminalità organizzata» e che «è solo un luogo comune che il traffico illegale di rifiuti riguardi solo le regioni del Sud».

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