Ambiente, nascerà a Palermo primo Ecomuseo del mare

Nascerà l’8 febbraio a Palermo l’ecomuseo urbano Mare Memoria Viva (Mmv): il primo ecomuseo in contesto urbano del Sud Italia ospitato in due nuovi spazi di cultura e aggregazione per la città.

«Un ecomuseo – dice Valentina Alga, del centro Clac, tra gli ideatori – è un museo del territorio che mette al centro la funzione sociale e la partecipazione della comunità. Mare Memoria Viva è un ecomuseo dedicato al rapporto tra Palermo e il mare e si propone come nuovo soggetto culturale per la riqualificazione della costa di Palermo» Nella foto, il porto di Palermo.

Grazie ad accordi con la Soprintendenza del mare e con l’assessorato alla cultura del Comune di Palermo, le sedi destinate a ospitare l’allestimento e le future attività dell’ecomuseo sono attualmente l’Arsenale della Regia Marina (Soprintendenza del Mare) e l’Ex Deposito Locomotive di Sant’Erasmo (Comune di Palermo). L’ecomuseo è frutto del progetto omonimo ideato da Clac, organizzazione culturale attiva a Palermo dal 2003. Negli spazi dell’ecomuseo si trovano storie e voci che raccontano il rapporto tra Palermo e il mare, le trasformazioni di questa città complessa ma anche la vita e il lavoro di tante persone, testimonianze di una memoria viva che indicano, a chi saprà ascoltare, prospettive future.

Il rapporto con il mare racconta molto della città che c’era, che c’è e che potrebbe esserci. Vi sono storie di resistenza, di viaggio, di commercio, di vacanze, di lavoro; vi sono ricordi, luoghi, fiabe, cartoline; vi sono naviganti, portuali, scrittori, poeti, bagnanti, pescatori, operai dei cantieri navali, capitani e marinai, gente che va per mare e gente che se lo porta sempre dentro, ovunque sia.

«L’ecomuseo – prosegue Valentina Alga – è uno spazio aperto alle proposte del territorio, uno spazio di culture rigorosamente plurali e aggregazione per tutte le generazioni. Nasce da un lavoro di ricerca e comunità, sulla memoria e sul presente di Palermo e il suo mare».

I materiali dell’ecomuseo sono stati raccolti nei quartieri della fascia costiera della città, incontrando e intervistando gli abitanti e la gente di mare, mappando i luoghi significativi del territorio, raccogliendo storie, fotografie, video e ricette, organizzando attività e incontri in spazi pubblici e luoghi di aggregazione. A questo corpus iniziale si aggiungono foto e filmati degli archivi del centro regionale per il catalogo e la documentazione, del progetto Mare negato (a cura di Ruggero Di Maggio e Matilde Incorpora) e di autori e abitanti della città che hanno condiviso il proprio lavoro.

[fonte: ANSA]

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