Alberto e Francesco in Sudafrica per gli animali

Francesco e il panorama africano

L’avventura di due ragazzi italiani in Africa per un viaggio solidale con la WEP nel Kruger National Park

 

La natura selvaggia ha sempre il suo fascino, un po’ per il pericolo che è sempre evidente, un po’ per il contatto stretto con un ecosistema completamente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati, un po’ perché ci riporta indietro alle origini del mondo e dell’umanità.

Il senso di avventura, sperimentare cose nuove, vedere la vita da un altro punto di vista, ci spinge ad accettare le sfide con la natura, per conoscerla meglio e imparare a rispettarla, ma anche per far crescere in noi la consapevolezza del ruolo fondamentale che ha nelle nostre vite e per il mondo.

WEP e i Viaggi Solidali

Gruppo di lavoro

Con questo spirito, la WEP, l’organizzazione internazionale al servizio dei giovani, che segue ogni anno circa 5000 ragazzi in partenza dall’Italia verso 65 Paesi e in arrivo nella nostra penisola da tutto il mondo, si adopera per permettere a tutti i giovani di viaggiare e quindi di crescere, acquisendo esperienze importanti per il loro futuro. Il programma Viaggi Solidali è un progetto dove avventura, divertimento e solidarietà si intrecciano per dare vita ad un’esperienza unica e stimolante.

La scorsa estate, WEP ha lanciato progetto Wildlife. Il progetto prevedeva una totale immersione nel regno animale sudafricano dove i volontari hanno svolto numerose attività: dalle ricerche sugli animali selvatici della regione e dalla raccolta di informazioni, agli studi sugli spostamenti degli animali, sui loro comportamenti e sulle loro abitudini alimentari, senza dimenticare i lavori di manutenzione del Kruger National Park e la campagna di protezione contro il bracconaggio.

Hanno partecipato al progetto Alberto Fontana e Francesco Vimercati, due giovani italiani che sono stati due settimane in Africa. Hanno vissuto intensamente la realtà e le necessità locali, curando e imparando a preservare la flora e la fauna del parco.

Le esperienze di Alberto

Alberto, Chris e il leone

«Ero all’interno della savana e alloggiavo di un camp a conduzione familiare – racconta Alberto Fontana, 27enne della provincia di Vicenza – Il programma prevedeva di preservare, curare e censire la fauna all’interno del Parco, ma solamente entro quei 15km² di competenza della Wtsa/WEI l’organizzazione locale per cui ho collaborato. Le attività riguardavano principalmente dei trasferimenti in pick-up all’interno del parco per osservare gli animali e raccogliere dati sulle loro caratteristiche (specie, sesso, età, quantità, stato) e quelle del luogo in cui li trovavamo (posizione, distanza, vegetazione). Poi dovevamo controllare lo stato dei dispositivi di videosorveglianza, ossia cambiare le batterie, cambiare le memorie SD e caricare le foto nel gestionale dell’organizzazione. Nel pomeriggio solitamente c’erano dei corsi per approfondire le caratteristiche della flora e fauna locale. Sicuramente è stata un’esperienza che mi ricorderò per sempre proprio perché mi ha offerto molta felicità, ma quello che mi piacerebbe raccontare è una cosa che ho appreso e che forse certe persone già conoscono. Purtroppo, il rinoceronte è un animale in via di estinzione e posso dire di testimoniarlo di persona visto che in due settimane è stato l’unico animale che non sono riuscito a vedere. Ciò che mi ha lasciato attonito è il perché stia scomparendo: il disinteresse con cui i bracconieri uccidono questi animali. Alcuni si limitano a rimuovere parte del corno, lasciando comunque l’animale in fin di vita; altri compiono un vero e proprio assassinio a sangue freddo, perché effettuano l’esportazione quando l’animale è ancora vivo lasciando poi il rinoceronte agonizzare in una morte cruenta. Ho di certo rinnovato il mio senso di civiltà e salvaguardia verso il nostro Pianeta. Il rispetto verso il nostro Pianeta che ci ospita è un dovere civico che tutti dovremmo sentire».

Il racconto di Francesco

Francesco

«Sono stato un mese in una riserva naturale nella provincia del Limpopo, nella Greater Kruger Area  – dice Francesco Vimercati, genovese di 21 anni – Ho scelto questo posto perché sia per i paesaggi (molto variabili grazie alle dimensioni della regione, dalla giungla alla savana) sia per la fauna, che era poi la cosa più di mio interesse, con una gigantesca varietà di animali e i cosiddetti “Big 5” (leone, elefante, bufalo, leopardo e rinoceronte). Il progetto si suddivideva principalmente in due parti: conservazione e ricerca. La prima consisteva in lavoro fisico di manutenzione e mantenimento della riserva, mentre durante il lavoro di ricerca si usciva tutti insieme con le jeep e si girava per la riserva osservando gli animali che si incontrano e raccogliendo dati. L’aspetto che mi ha colpito di più è stata sicuramente la possibilità di potermi immergere così tanto nella natura e nel vivere quotidianamente in mezzo ad animali mai visti dovendo imparare a convivere con questi. Le esperienze che mi hanno colpito di più sono quasi tutte legate agli animali: vedere per la prima volta un leone o un branco di elefanti passare ad un metro della macchina. Sono cose che ti danno emozioni incredibili. Forse l’emozione più forte è stata proprio quando un elefante, un maschio adulto, è venuto vicinissimo alla macchina, probabilmente solo incuriosito, ma abbastanza da farci prendere tutti un bello spavento! Sul piano puramente didattico ho conosciuto un Paese nuovo, con una storia molto interessante e moltissime cose sulla savana: la flora e la fauna che la abitano e i problemi che la affliggono. Per il resto, ho imparato moltissimo dalle persone che ho conosciuto, dalle guide e dalle comunità rurali della zona che amano la terra in cui vivono e la rispettano, vivendo in comunione con essa e non sfruttandola all’inverosimile».

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