Agroalimentare, no all’economia dell’inganno

Ammonta a 60 miliardi di euro l’anno il business dell’agro-pirateria, della contraffazione e frode nei confronti del settore agroalimentare “made in Italy”, il più clonato nel mondo. Il dato è emerso dal convegno nazionale “No all’economia dell’inganno”, promosso dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) ed ospitato dalla Camera di Commercio di Bari.

Secondo i dati relativi ai sequestri operati dall’Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza e Forestale, il fenomeno è in continua crescita. L’Italia è al primo posto in Europa per le segnalazioni di cibi contaminati contraffatti e le agro-mafie.

“Novità – ha detto Alessandro Ambrosi, presidente della Camera di Commercio di Bari –  emergeranno venerdì prossimo nel Consiglio dei Ministri dal decreto legge per la crescita che il governo sta mettendo a punto ed il cui coordinamento è affidato al Ministro Passera. I titolari e licenziatari di marchi che intendono importare nel Paese merci e prodotti, infatti, dovranno comunicare alle Camere di Commercio cosa intendono importare indicando origine e provenienza estera dei prodotti e le misure che adotteranno per evitare che in sede di commercializzazione i consumatori non siano ingannati sull’effettiva origine estera dei beni importati”.

Il Presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, ha riaffermato l’esigenza di “mettere in campo controlli rigorosi, sinergia sui mercati, promozione e tutela del made in Italy, difesa dei marchi e sostegni validi alle imprese”.

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