Interruttori magnetotermici: i principali vantaggi da conoscere

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L'interruttore magnetotermico è un dispositivo elettrico utilizzato per proteggere l’impianto da possibile cortocircuito e sovraccarico intervenendo ogni volta che nell’impianto elettrico si verifica un malfunzionamento

Con una spesa molto contenuta grazie all’interruttore magnetotermico  l’impianto elettrico viene protetto da deterioramenti o incendi. Bisogna scegliere con attenzione e affidarsi a mani esperte per la sua installazione

 

Si definisce interruttore magnetotermico quel dispositivo elettrico utilizzato per proteggere l’impianto da possibile cortocircuito e sovraccarico, intervenendo ogni volta che nell’impianto elettrico si verifica un malfunzionamento, che potrebbe provocare un incendio o il deterioramento dell’impianto elettrico.

L’interruttore magnetotermico è caratterizzato da una parte magnetica che protegge dal corto circuito e una parte termica che protegge dal sovraccarico. Questo sistema giunge a sostituzione dei tradizionali fusibili che, una volta che scattavano. dovevano essere sostituiti. Quando, invece, scatta un interruttore magnetotermico, basta premere un pulsante o azionare una leva per riattivare l’energia elettrica.

In questo senso entrano in gioco gli interruttori magnetotermici salvavita di tipo F, introdotti dalla normativa di prodotto CEI EN 62423, in grado di fornire protezione contro i contatti indiretti in presenza di carichi dotati di convertitori di frequenza monofase.

Gli interruttori differenziali di tipo F sono sviluppati appositamente per la protezione contro i contatti indiretti, quando si utilizzano apparecchi utilizzatori dotati di inverter monofase come, ad esempio, pompe di calore e lavatrici.

Interruttori magnetotermici: contro il sovraccarico e il corto circuito

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Il cortocircuito è conseguenza di guasti all’interno dell’impianto elettrico o in uno degli utilizzatori. E’ molto pericoloso, perché se la corrente di corto circuito è elevata può danneggiare l’impianto e minacciare la vita di chi vive in quegli spazi (foto Pixabay)

Quando si verifica un surriscaldamento, l’interruttore magnetotermico apre il circuito, isolando l’impianto. Quando ci sono dei dispositivi utilizzatori che sfruttano eccessivamente il carico disponibile, le correnti producono un calore esagerato che può causare dei danni a terminali, a collegamenti o isolanti. La norma del Comitato Elettrico Italiano CEI 64-8/4 fissa i parametri che consentono di proteggere l’impianto contro i sovraccarichi e il tipo di impostazioni che caratterizzano l’interruttore magnetotermico.

Il cortocircuito è conseguenza di guasti all’interno dell’impianto elettrico o in uno degli utilizzatori. Non è da sottovalutare, anzi è da considerarsi un evento molto pericoloso, perché se la corrente di corto circuito è elevata può danneggiare l’impianto e minacciare la vita di chi vive in quegli spazi. In caso di corto circuito scatta in pochi secondi lo sganciatore magnetico, che genera una forza magnetica più potente di quella elastica, facendo aprire il circuito.

Guida alla scelta di un interruttore magnetotermico

Per ottenere una valida protezione dell’impianto elettrico bisogna fare attenzione a diverse peculiarità e prendere in considerazione, in particolare, due aspetti: la curva di intervento, che deve essere uguale o inferiore a 1,45 volte alla portata del cavo elettrico e la corrente nominale del cavo elettrico che, a sua volta, deve essere uguale o inferiore alla corrente nominale dell’interruttore magnetotermico.

Pertanto, per non disattendere e soddisfare le condizioni sopra citate occorre dotarsi di un interruttore magnetotermico con corrente nominale e di intervento, scelto in base alle taglie commercializzate.

In conclusione, le variabili e le caratteristiche che concorreranno alla scelta di un interruttore magnetotermico riguarderanno la tensione nominale (Vn) = per quanto riguarda un appartamento oppure un contesto abitativo e civile la tensione è la solita di 230;  la corrente nominale (In) = deve essere maggiore/uguale alla corrente che passa sulla linea elettrica in questione. Bisogna seguire la formula Ib ? In ? Iz; il potere di interruzione (pdi) = 4.5 – 6 KA , è da scegliere in base alla corrente di cortocircuito (Icc); la frequenza (fr) = 50 Hz è la frequenza di oscillazione dell’onda sinusoidale della rete elettrica nazionale in Italia; il numero di poli = 1 (unipolare, sola fase protetta) – 1+N (fase protetta + neutro sezionato) – 2 (fase e neutro protetti); infine, la caratteristica di intervento = per un appartamento o per una casa si può scegliere una curva di tipo C. Per contesti dove si richiede un’elevata corrente di spunto a causa della presenza di motori è necessaria una curva D. In questo caso il consiglio è quello di consultare la norma CEI EN 60898 (CEI 23-3).

Quanto costa un interruttore magnetotermico?

  Il costo di questi strumenti è decisamente concorrenziale e accessibile: si parte da un prezzo base di circa 20-30 euro, fino ad arrivare a 50 euro per quelli industriali più complessi. E’ possibile reperirli in tutti i negozi di elettronica o presso il reparto elettricità di brico center dotati di un ampio assortimento di marchi e referenze. Se da un lato non risulta complicato acquistare interruttori magnetotermici, poiché facilmente reperibili in commercio, molto più complesso è invece l’intervento di installazione di un interruttore magnetotermico, che richiede senza dubbio la mano esperta e qualificata di un tecnico specializzato.

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