
La transumanza si può rivivere dall’Abruzzo alla Puglia a piedi, in bicicletta oppure a cavallo.

La transumanza è il viaggio che facevano gli antichi pastori lungo i tratturi. L’esperienza si può rivivere e ripercorrere. E’ sufficiente possedere lo “spirito” dei camminatori. Il 2019, del resto, è proprio l’anno nazionale del turismo lento. Ambient&Ambienti si è messo sulle orme degli antichi pastori che dall’Abruzzo giungevano in Puglia.
La transumanza è candidata a diventare patrimonio immateriale dell’umanità.
Prima di partire per la transumanza, è bene sapere che questa pratica è candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. Si tratta di un’esperienza che ha un forte valore identitario e culturale ed è legata ai territori ed alle persone. La transumanza è la migrazione stagionale delle greggi, mandrie e pastori che si spostano in differenti zone climatiche percorrendo le vie semi-naturali dei tratturi con i loro cani e cavalli. Il viaggio dura giorni e si effettuano soste in luoghi prestabiliti, chiamati “stazioni di posta”. La candidatura transnazionale è stata presentata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a Parigi. La transumanza è ancora praticata nel Centro e Sud Italia, dove sono localizzati i Regi tratturi, che partono da Amatrice (nella cui piazza principale si svolgeva la grande festa dei pastori transumanti) e Ceccano nel Lazio ad Aversa degli Abruzzi e Pescocostanzo in Abruzzo, da Frosolone in Molise al Gargano in Puglia. I pastori transumanti sono ancora in attività anche nell’area alpina, in particolare in Lombardia e nel Val Senales in Alto Adige. La transumanza dovrebbe essere riconosciuta da parte dell’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità entro quest’anno.Un ruolo determinante è stato svolto dal Molise, dove Nicola Di Niro, direttore dell’Agenzia di Sviluppo Rurale, Moligal e la famiglia Colantuono, custode dell’antico rito agro-pastorale, hanno avviato un lungo processo iniziato nel 2015.
Pastoralismo, transumanza e grandi vie della civiltà legano le “T.R.E. – Terre Rurali d’Europa”
Un altro aspetto da considerare è il progetto internazionale “Pastoralismo, transumanza e grandi vie della civiltà”, promosso dall’ASVIR Moligal, del Programma strategico “T.R.E. – Terre Rurali d’Europa”. Il progetto sarà condiviso con i partner di Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Albania, Svezia. “Il partenariato transnazionale vuole promuovere e valorizzare questi grandi cammini, la transumanza, il pastoralismo e le piccole comunità. La transumanza può rivivere attraverso piste ippo-pedo-pedonali. L’obiettivo è rendere percorribili, accessibili ed eco-sostenibili tutti questi percorsi che uniscono questi territori recuperando suolo e biodiversità per contrastare dissesto idrogeologico e cambiamenti climatici” sottolinea Di Niro.
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Transumanza, il Tratturo Regio l’Aquila-Foggia è il più lungo d’Italia

E’ arrivato il momento, a questo punto, di mettersi in cammino, per esempio sul Regio Tratturo L’Aquila-Foggia, il più lungo d’Italia. Il percorso di 244 chilometri è stato tracciato nei secoli dai pastori abruzzesi che durante l’inverno guidavano le loro greggi fino al clima più mite del Tavoliere della Puglia. S’inoltra nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, costeggia in alcuni punti la ferrovia, valica le montagne in altri, lambisce il mare fino ad arrivare a Foggia, dove si trovava l’antica Dogana delle pecore istituita nel 1447 dal re Alfonso I d’Aragona. L’itinerario attraversa natura incontaminata e borghi incantati, zone più affascinanti dell’Italia e ripercorre le orme dei pastori e degli allevatori del passato che camminavano e si fermavano nei riposi, piccole strutture o nelle numerose chiese campestri (o chiese tratturali), come quella di San Paolo di Peltuinum e Santa Maria dei Cintorelli.
Regio Tratturo L’Aquila-Foggia, un gruppo di volontari ha compiuto il viaggio della transumanza
Un gruppo di volontari, guidato dal direttore dei servizi veterinari all’Asl dell’Aquila, Pierluigi Imperiale, ha già percorso lo stesso Regio Tratturo l’Aquila-Foggia. I camminatori-pellegrini, “attrezzati” di mappe storiche e moderne tecnologie, come il Gps, sono partiti il 29 settembre, festa di San Michele Arcangelo, ed hanno compiuto un viaggio sulle “vie erbose” che scendono dalle montagne dell’Abruzzo, attraversano vallate e borghi, toccano rovine archeologiche e piccoli centri, fino ad arrivare nelle pianure di Foggia. Il viaggio ha toccato i luoghi del mondo agro-pastorale di un tempo riscoperto e ricostruito nei minimi dettagli. L’idea di fare quest’esperienza è maturata dopo aver letto alcuni libri sulla transumanza ed aver raccolto l’esperienza di alcuni anziani pastori, ultimi testimoni ancora in vita di quel mondo.
Regio Tratturo L’Aquila-Foggia, si può fare a piedi, in bicicletta oppure a cavallo
Non resta, quindi, che rivolgere l’invito ad altri camminatori per rivivere la transumanza, magari sullo stesso Regio Tratturo L’Aquila-Foggia dove potranno essere realizzati ciclovie, piste pedonali, ippovie, piste per ciclocross coinvolgendo tutte le realtà turistiche, naturalistiche, sociali e sportive dei territori attraversati. Il progetto è ideato dal giornalista aquilano, Fulgo Graziosi. E’ stato già firmato un contratto di ricerca per lo studio di fattibilità tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Università dell’Aquila ed il Centro sportivo educativo nazionale (Csen). Il percorso sarà aperto a tutti gli amanti dello slow tourism che potranno ripercorrere l’antico tratturo a piedi, in bicicletta o a cavallo riscoprendo le bellezze di questi luoghi e delle loro antichissime tradizioni. Il tracciato sarà dotato anche di servizi igienici e punti ristoro realizzati con il recupero delle antiche strutture costruite dai pastori, già disposte lungo il percorso, in modo da consentire tappe accessibili per tutti i tipi di turisti.


