
A Bari, a pochi giorni dal pronunciamento del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dal Comitato Parco del Castello, la Giunta dà l’ok all’inizio dei lavori: o almeno così sembra. Anche “La Puglia in Più” si schiera sulla vicenda
È del 16 gennaio scorso il parere favorevole del Consiglio di Stato in merito al ricorso che il Comitato parco del Castello di Bari aveva presentato contro la realizzazione della nuova sede del provveditorato alle OO.PP. sul lungomare de Tullio, in un’area vincolata ricadente nello spazio destinato ad ospitare il Parco del Castello. L’accoglimento del ricorso tuttavia è solo parziale perché sarà necessaria una perizia (affidata alla preside della facoltà di architettura dell’Università “La Sapiernza” di Roma, prof.ssa Annamaria Giovenale) a stabilire se la famigerata palazzina (ormai completata) sia o no abusiva, in quanto, appunto, l’edificio ricade in un’area con vincolo monumentale (come si desume da alcuni documenti risalenti al 1930) soggetta a tutela indiretta e finalizzata alla protezione del Castello Svevo.

Sull’annosa vicenda si è espresso anche “La Puglia in più”, il movimento del senatore Dario Stefàno, che in una nota ribadisce la sua vicinanza alla lotta del Comitato stesso e “ritiene che debba avviarsi il superamento dello stesso confronto sul piano giudiziario, prendendo atto della “dimenticanza del vincolo esistente” e soprattutto dell’importanza dell’area all’interno di una strategia di continua valorizzazione del Castello Svevo e delle aree limitrofe”, pur nella consapevolezza che “la collocazione dell’opera avrebbe meritato un vero confronto pubblico”.
E a ridosso della decisione del Consiglio di Stato, lo scorso 20 gennaio la Giunta comunale di Bari approvava all’unanimità una delibera di indirizzo che dà mandato al direttore del settore pianificazione del territorio di “attivare le
procedure di legge per la valorizzazione paesaggistica e la riqualificazione urbana dell’area
urbana” in questione; la delibera delinea molto accuratamente gli interventi da attuare, in totale sinergia tra il Comitato Parco del Castello e le varie ripartizioni comunali e concretizza, in sintesi quanto stabilito in un protocollo d’intesa sottoscritto tra il Comitato e il Comune di Bari oltre un anno e mezzo fa, per la precisione il 24 luglio 2015.
Parco del Castello, un’area contesa
In base al protocollo d’intesa l’intera area che comprende il Castello normanno- svevo e il tessuto urbano circostante viene affidata al Comitato (che riunisce ben 37 associazioni) col fine di “contrapporsi a questo stato di grave degrado e promuovere la valorizzazione paesaggistica e la riqualificazione urbana dell’area”. Sempre nel protocollo il Comune sposa l’idea di un grande parco urbano circostante il Castello normanno-Svevo (clicca qui per saperne di più) e, tra le varie motivazioni a sostegno di questa scelta che premia la cosiddetta cittadinanza attiva “In particolare il Comune di Bari ha ritenuto che la valorizzazione di un paesaggio urbano di elevato valore storico, architettonico e ambientale quale quello in questione, dialogando con “Bari vecchia” – cuore dell’identità storica e culturale della città – favorirà l’interazione tra la città e il porto e costituirà una significativa opportunità non solo di miglioramento della qualità della vita degli abitanti, ma anche di promozione delle risorse economiche, turistiche e culturali, anche in relazione al traffico di turisti nell’area portuale”.
Il protocollo e la recentissima delibera di giunta sembrano chiudere definitivamente la controversa questione dell’area sul lungomare de Tullio, ma proprio ora pare aprirsi la fase più delicata , quella operativa. Infatti si dovrà ragionare sui singoli interventi indicati puntigliosamente dal protocollo d’intesa: come ad esempio lo spostamento del Lungomare de Tullio, che di fatto è di pertinenza dell’Autorità portuale al cui interno il Provveditorato alle OO.PP. aveva avviato la costruzione di una palazzina . Ora si apetta il vero “via” ai lavori per dotare Bari di un nuovo parco.


