Alessandro Da Lio, una vita su due ruote

Alessandro Da Lio (nella foto) ha organizzato un viaggio su due ruote che partirà il prossimo primo maggio per concludersi nell’autunno del 2017

Impresa sportiva, ecosostenibilità, paesaggi naturali, bellezza e povertà. Per coniugare tutto questo ci pensa un italiano, un impiegato tecnico che dagli anni Novanta ha inforcato una mountain bike e sui pedali ha iniziato ad esplorare il mondo, dalle Dolomiti ai Carpazi fino in Alaska. Parliamo di Alessandro Da Lio. Il veneziano ha in serbo però qualcosa di più, di più grande, di “mondiale”: un giro del mondo in bicicletta.

Progetto Pangea – Proprio così. Insieme al suo staff che lo seguirà passo passo, Da Lio ha organizzato un viaggio su due ruote che partirà il prossimo primo maggio per concludersi nell’autunno del 2017 e che lo vedrà disimpegnarsi dal Capo di Buona Speranza fino a Capo Nord, dai territori artici fino alla Terra del Fuoco, in Sud America. Più di cinquantamila chilometri in due anni, due anni e mezzo. L’idea è stata partorita dallo stesso ciclista-esploratore, e l’ha definito Pangea, cycling on life, un nome accattivante che ricorda il grande continente da cui tutto è nato e che nei millenni ha dato vita all’attuale morfologia planetaria. Il progetto vede come partner dell’iniziativa ActionAid – organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale – che ha sottolineato come quella di Da Lio si tratta di «un’esplorazione ecosostenibile, una testimonianza “sui pedali” della vita sul pianeta».

In viaggio, insieme a Da Lio – Viene così introdotto l’aspetto più rilevante di questo stancante ed impagabile viaggio, già accennato all’inizio: l’ecosostenibilità di questo viaggio dal sapore di leggenda, in primis perché sarà un viaggio ad impatto zero sulla natura; secondo, il viaggio del nostro connazionale sarà seguito da un’equipe tecnico scientifica che filmerà questa storia e permetterà di seguirlo tramite web, tra paradisi terresti e luoghi poveri ed aridi che vivono condizioni di estrema difficoltà (in alcuni casi addirittura di lotta per la sopravvivenza per alcune popolazioni indigene). Sarà un’esperienza unica, che porterà chiunque – seppur seduto comodamente in poltrona – a poter esplorare paesaggi reconditi ed ambienti dal fascino irresistibile, come essere in un “museo itinerante”, un “reality antropologico e culturale”, come ama definirlo il protagonista di questa impresa. Per i più intrepidi, anche la possibilità di affiancare fisicamente Alessandro Da Lio, accompagnarlo per alcuni tratti in sella alla propria bicicletta, previa preparazione psichico-fisica con un team di esperti. Aspetto non trascurabile, l’eco che verrà dato all’universo femminile – una tematica assai cara ad ActionAid – occasione per raccontare storie e testimonianze di vita, ed il versante solidale, una raccolta fondi per tutto il tragitto per finanziare i progetti dell’organizzazione.
Appuntamento al primo maggio. Nell’attesa, godiamoci il trailer ufficiale dell’evento.

 

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