Oggi, 26 giugno, è entrato in vigore il decreto Salva Ambiente, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: «Con questo pacchetto di misure vogliamo rendere più efficiente l’intero sistema ambientale, su cui è fondamentale investire per il rilancio del Paese».
Le norme, prosegue Galletti, serviranno a fermare gli scempi compiuti sul territorio nazionale alle spalle dei cittadini; previste misure immediatamente operative per difendere l’ecosistema, risparmiare soldi e velocizzare le procedure senza recedere di un millimetro sulla tutela dell’ambiente.
Il decreto snellirà le procedure contro il dissesto idrogeologico (foto). I presidenti di Regione subentrano, per i rispettivi territori di competenza, nelle funzioni dei Commissari straordinari delegati alla mitigazione del rischio idrogeologico e nella titolarità delle relative contabilità speciali. L’autorizzazione dei progetti rilasciata dal governatore della Regione sostituisce tutti i visti, i pareri, le autorizzazioni, i nulla osta ed ogni altro provvedimento necessario all’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza del territorio. Così come anche per le bonifiche e la gestione dei rifiuti.
Il governatore della Regione, dunque, assume un ruolo cruciale nei conflitti socio-ambientali. Egli sarà chiamato ad integrare molteplici aspetti: economia, ambiente, territorio, sia in ambito locale che in ottica regionale, nazionale e mondiale.
Principio ispiratore del decreto è la creazione di un corretto rapporto tra uomo e ambiente, tra utente e pianificatore, tra paesaggio naturale e umano. Elvira Tarsitano, responsabile Ambiente del Partito Democratico Puglia: Persone di diversa provenienza sociale, culturale potranno fare concreti progressi insieme, verso decisioni basate su di una conoscenza comune. I cittadini, i rappresentanti delle categorie sociali ed economiche devono integrarsi con tecnici, pianificatori, amministratori nei processi decisionali di governo e di controllo, per giungere alla istituzionalizzazione della partecipazione e per perseguire forme concrete di qualità urbane ed ambientali».


