Sequestrato l’impianto di depurazione “Bari ovest”. In esecuzione del decreto emesso dalla Procura delle Repubblica del Tribunale del capoluogo pugliese, militari del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera hanno sottoposto a sequestro preventivo uno dei due impianti della città. Il depuratore, che riceve le acque reflue della zona industriale, del quartiere San Paolo e di alcuni comuni limitrofi, rilascia poi, attraverso una condotta sottomarina, le acque trattate al largo del quartiere Fesca – san Girolamo (vedi la foto di Gianni Avvantaggiato).
Analisi delle acque di scarico eseguite dall’ARPA Puglia hanno accertato lo sversamento in mare di reflui non depurati e maleodoranti, tali da imbrattare le acque marine e deturpare il relativo tratto costiero, il superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa vigente (decreto legislativo 152 del 2006), nonché la dispersione non autorizzata in atmosfera delle emissioni derivanti dalla gestione dei fanghi prodotti dall’impianto.
Il legale rappresentante di Acquedotto Pugliese SpA, gestore dell’impianto e l’amministratore unico di Pura Depurazione Srl società deputata alla conduzione del depuratore, sono stati sottoposti a indagine.
I reati contestati sono danneggiamento aggravato delle acque pubbliche, deturpamento di acque superficiali, dispersione non autorizzata in atmosfera di emissioni maleodoranti.
L’operazione odierna si inserisce nel contesto di più ampia attività in corso di svolgimento, delegata dalla Procura alla Capitaneria di Porto di Bari, con l’obiettivo di approfondire le risultanze di telerilevamento eseguite nei mesi scorsi – che hanno riscontrato in più tratti costieri anomalie termiche georeferenziate e rappresentate graficamente – e individuare, sul territorio di competenza, condotte illecite connesse a scarichi inquinanti e/o fonti di inquinamento marino provenienti anche da impianti di depurazione.


