Sicurezza in ospedale

La sicurezza in ospedale è un valore che non si può trascurare, una variabile strutturale o tecnologica dalla quale non solo dipende la salute ma la stessa incolumità fisica di pazienti e dipendenti. Per la sicurezza e la salute del personale, quindi, è di fondamentale importanza valutare i fattori di rischio. Per ogni ambiente o posto di lavoro si dovranno pertanto prevedere l’identificazione delle sorgenti di rischio presenti nel ciclo lavorativo, l’individuazione dei conseguenti potenziali rischi d’esposizione, la stima dell’entità dei rischi d’esposizione. Conformemente a quanto indicato nelle Linee guida del SSN e dell’I.S.P.E.S.L., si possono quindi elencare i rischi maggiormente presenti nelle strutture sanitarie.

Il rumore – intensità, frequenza e durata -, è tra i problemi più importanti negli ambienti di lavoro e comporta la malattia professionale statisticamente più significativa.
Gli effetti del rumore possono essere distinti in effetti uditivi, che vanno ad incidere negativamente a carico dell’organo dell’udito provocando ipoacusia; ed effetti extra-uditivi, come insonnia, diminuzione della capacità di concentrazione, facile irritabilità ecc. Si può riscontrare esposizione per coloro che operano in ambienti tipo la centrale termica, i gruppi elettrogeni, le officine di manutenzione, le lavanderie, le stirerie ecc.

Gli effetti nocivi alla salute derivano anche dalle vibrazioni e interessano nella maggior parte dei casi le ossa e le articolazioni della mano, del polso, del gomito; sono anche facilmente riscontrabili affaticamento psicofisico e problemi di circolazione. Vibrazioni con bassa frequenza si riscontrano ad esempio nei conducenti di veicoli; vibrazioni con alta frequenza si riscontrano nelle lavorazioni che utilizzano attrezzi manuali a percussione. In questi casi si deve agire su macchine e attrezzature; utilizzare adeguati dispositivi di protezione individuale, avviare turni di lavoro e avvicendamenti, prevedere visite preventive (in quanto è indispensabile una selezione professionale) e visite periodiche (per verificare l’idoneità lavorativa specifica).

Con il termine comfort ambientale (microclima) che negli spazi confinati determinano il cosiddetto “benessere termico”. In particolare, il comfort microclimatico è definito da temperatura dell’aria, umidità relativa, purezza dell’aria, livello di inquinamento dell’aria, velocità dell’aria. Ideale sarebbe il condizionamento generale dell’ambiente di lavoro. In casi eccezionali si può presentare ricorso a una ventilazione localizzata. Nel caso di situazioni termiche elevate, misure di carattere preventive vanno individuate anche nell’organizzazione del lavoro (pause, periodi di riposo, ecc.).

Il grado di illuminazione influisce sulla fatica visiva, sull’attività in generale, sulla sicurezza e sul benessere delle persone. È sempre preferibile sfruttare l’illuminazione naturale e solo quando questo non è possibile, ricorrere, come completamento o in totale sostituzione, all’illuminazione artificiale, cercando di ottenere un’adeguata luminosità dello spazio, in modo che si possano percepire con chiarezza gli oggetti, unita a una piacevole varietà di luminanze e di colori.

Un rischio fisico importante nel settore sanitario è quello dell’esposizione a radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, utilizzate per una prolungata e non protetta attività a scopo diagnostico, terapeutico o di disinfezione. L’esposizione può essere ridotta aumentando la distanza dalla sorgente di radiazione, diminuendo il tempo che si trascorre vicino alla fonte di radiazione, utilizzando protezioni personali, a seconda del tipo di radiazioni emesse dalla sorgente.

I rischi del laser, connessi all’uso massiccio e diffuso ormai a tutti i livelli della sperimentazione scientifica di questo strumento, sono sia quelli relativi alle caratteristiche intrinseche del fascio, sia quelli derivanti dalle apparecchiature che permettono di creare e mantenere questo tipo di radiazione. Occorre poi tenere presente che un laser necessita di alimentazione elettrica, con tutti i pericoli conseguenti, connessi con le apparecchiature di potenza elevata. Tutti i laser in commercio devono portare l’indicazione della classe di appartenenza, in modo da poter essere utilizzati in sicurezza.

La Risonanza Magnetica Nucleare, da un punto di vista tecnico, può comportare rischi in fase di approvvigionamento periodico di criogeno. Nella delicata fase di rabbocco, effettuato da ditta specializzata, il personale non addetto resterà a debita distanza di sicurezza. Infatti, in caso di fuoriuscita, il criogeno (che si trova ad una temperatura di meno 273°C) potrebbe provocare ustioni da freddo e/o l’asfissia dei presenti, danni permanenti agli occhi

Infine si può riscontrare l’esposizione all’uso di apparecchiature che emettono campi elettromagnetici, da quelle elettromedicali, ai comuni cellulari, con disturbi alla salute. Inoltre, l’uso di apparecchi per la telefonia cellulare può provocare significative interferenze al funzionamento di dispositivi elettromedicali presenti in ambito ospedaliero. Pertanto la distanza raccomandata, cui il telefono cellulare deve essere usato, è di 2 m dalle apparecchiature stesse, 0,6 m per i cordless.

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