L’incidente avvenuto a Fukushima, sull’isola di Honshu in Giappone, risulta il terzo incidente più grave della storia avvenuto in una centrale atomica. Ed attualmente non si è in grado di capire la portata dell’evento visto che non si riesce ancora a stabilire se nel nocciolo dei due reattori più colpiti si sia avviata la temuta fase di fusione.
Guardando alle statistiche l’esplosione della centrale di Fukushima è stata classificata di livello 4 nella scala Ines. La scala Ines (International Nuclear and Radiological Event Scale) è la classificazione internazionale degli incidenti nucleari e radiologici ed è stata creata nel 1989 dall’Aiea, Agenzia internazionale per l’energia atomica, e dall’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE. Ad oggi sono risultati episodi più gravi rispetto a quello che ha colpito il Giappone solo la tragedia di Cernobyl in Ucraina nel 1986 (livello 7) e l’incidente della centrale di Three Mile Island negli Stati Uniti dove avvenne la fusione del nocciolo (livello 5).
«Proprio la grande incertezza sull’entità del disastro nucleare in Giappone – commenta il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – deve necessariamente sollecitare nuove e appropriate riflessioni sull’opportunità di avviare in Italia una nuova stagione nucleare. Oggi, esattamente come nel secolo scorso, non esiste sicurezza assoluta per nessun tipo di centrale atomica».


