Dopo dieci anni dalla sua scoperta, la storia sepolta sotto la chiesa di San Nicola a Cisternino torna alla luce. E’ un sito archeologico che porta alla memoria dei visitatori il ricordo della prima comunità cristiana che si riuniva in una piccola chiesetta costruita nel tardo medioevo sul Monte delle Forche (cuore del primo Casale di Cisternino), una collina dove, secondo gli storici, nel VII secolo d.C. si rifugiarono monaci di culto greco-orientale fuggiti alle persecuzioni iconoclaste di Leone III Isaurico, imperatore d’Oriente. Così nacque il Casale di Cisturninum tra il IX e XI sec. d.C. e all’incirca nello stesso periodo venne edificata la prima chiesa. Ne sono convinti Alessandro Formiglia di Canosa e Leonardo Galasso di Cistenino, i due architetti che hanno sviluppato il progetto di restauro della chiesa realizzandone al suo interno un museo archeologico. Ciò naturalmente sotto l’attenta guida della Soprintendenza nella persona della dottoressa Miranda Carrieri.
LA SCOPERTA -Alcuni storici locali hanno da sempre ipotizzato l’esistenza al disotto della Chiesa Madre, sotto cui sorge la chiesetta di san Nicola – di un tesoro nascosto, tesoro venuto alla luce nel 2000. «Avevamo appena cominciato dei lavori del pavimento, quando lungo le tre navate furono individuati alcuni ambienti ipogei ricavati nella struttura ed adibiti nei secoli scorsi ad ossari». Così ha raccontato Don Carmelo Semeraro, parroco della Chiesa Madre, nel corso della cerimonia di inaugurazione della chiesetta ipogea (patrocinata da comune di Cisternino, Regione Puglia, Soprintendenza per i Beni Archeologici, Soprintendenza per i Beni Storici e Paesaggistici delle Province di Lecce, Brindisi, Taranto, Unione Europea e Curia) lo scorso 4 dicembre presenti il sindaco, Mario Luigi Convertini, Miranda Carrieri, gli architetti Formiglia e Galasso, il gruppo archeologico di Cisternino che ha provveduto alla pulizia delle tombe, i rappresentati dell’Ati – Edilmar che materialmente hanno eseguito i lavori di restauro e Stefano Roscino, artigiano del ferro che ha creato alcune strutture interne.
IL PERCORSO GUIDATO – Entrare nella chiesetta è come entrare nella storia. La scoperta archeologica ha riportato in luce 13 sepolcreti, tracce di intonaco pittorico –l’edificio in origine era totalmente affrescato- , corredi funerari, monete risalenti a diverse epoche , frammenti di stoviglie e vasellame. Oggi i reperti sono al restauro, per cui troveranno al più presto una collocazione all’interno del museo archeologico quando saranno riconsegnati alla città. Nel frattempo possiamo ammirare la struttura della chiesa. Il museo annesso alla chiesa è un segno della storia che ricomincia dai graffiti venuti alla luce sulle pareti affrescate, dalle pietre che parlano a Cisternino della vita passata ma anche del presente e del futuro di coloro che hanno contribuito a rendere possibile un sogno costato oltre 350mila euro (fondi P.O.R. Regione Puglia 2001-2006). Un investimento sul futuro della stessa città di Cisternino che apre la strada ad un turismo non solo enogastronomico ma, finalmente, anche culturale.
IL SENSO DEL RESTAURO – «Abbiamo voluto ridurre al minimo il contatto tra il vecchio ed il nuovo – spiega Galasso – A tal fine, si è evitata l’aderenza tra il pavimento degli spazi museali e gli antichi muri in pietra, così come tra il percorso vitreo dell’area di scavo e il piano roccioso ed i muri perimetrali del vecchio impianto ecclesiale. Un punto di forza del progetto di musealizzazione è la completa fruibilità per i portatori di handicap, riuscendo a rendere sicuro ed accessibile a tutti anche un sito che presentava delle oggettive condizioni di inaccessibilità». Il percorso di visita si snoda lungo una serie di rampe in muratura ed una passerella in acciaio e vetro, con un accesso secondario specifico per portatori di handicap. Dall’accesso principale si accede nell’ambiente che un tempo era la vecchia sede dell’Azione Cattolica e che ora è una postazione informativa con relativo book-shop. « Il percorso museale parte da un piccolo ambiente attiguo, corrispondente presumibilmente ad uno degli accessi all’antica chiesa – continua Galasso – . Da qui parte la passerella–guida per visitare lo scavo archeologico. Questa, realizzata in acciaio inox e vetro, asseconda l’andamento irregolare del piano roccioso dello scavo, proteggendolo al tempo stesso. L’andamento del percorso invita il visitatore ad osservare i particolari più rilevanti dello scavo, opportunamente illuminati attraverso lampade a LED di ultima generazione. E’ stata scelta una gradazione cromatica “a luce naturale” per non alterare le tonalità delle superfici affrescate; inoltre tale scelta offre il vantaggio di preservare le caratteristiche igroscopiche degli ambienti» . Terminata la passerella, una rampa porta all’antica cripta romanica,che ospita una mostra permanente con pannelli e i reperti più significativi rinvenuti durante lo scavo. Ci sono anche una saletta proiezioni dove dei video aiutano a “capire” gli spazi e le vicende storiche del sito, . un piccolo ambiente attiguo dove si potrà cogliere il dinamico ed articolato gioco di volte e infine l’ultima galleria espositiva fino a chiudersi con il ritorno al book-shop.
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