TARI 2026: nessun aumento, riduzioni in media del -1,8% per le famiglie

L'assessore Diego de Marzo illustra le nuove tariffe TARI

Risultato ottenuto grazie alla lotta all’evasione. Riduzioni anche per le imprese del 12%

 

Una riduzione per le famiglie pari a 8 euro all’anno , mentre per le imprese sale a 12 euro. Poco, ma tant’è. A tanto ammonta la riduzione delle tariffe TARI per il 2026. Dopo l’approvazione della relativa delibera da parte della Giunta, stamattina la presentazione alla stampa da parte  dell’assessore al Bilancio e Fiscalità locale Diego De Marzo. Il provvedimento recepisce la relazione di AGER sulla validazione del Piano economico finanziario (PEF) 2026-2029 del servizio di gestione dei rifiuti e determina le tariffe TARI per il 2026.

Per diventare definitive le tariffe saranno presentate il 29 luglio prossimo in Consiglio comunale per essere approvate entro il 31 luglio, termine fissato per legge.

Le famiglie baresi pagheranno l’1,8% in meno rispetto allo scorso anno

Nonostante il valore del PEF (Piano Economico Finanziario) 2026 aumenti del 2,91%, nessuna utenza pagherà di più rispetto allo scorso anno. Al contrario, le tariffe in media diminuiranno, con una riduzione di circa l’1,8% per le famiglie e dell’1,2% per le attività economiche, pur con differenze tra le singole categorie dovute ai criteri tariffari stabiliti dalla normativa nazionale. In ogni caso non ci saranno aumenti a parità di metrature, numero di componenti del nucleo familiare o categorie, nel caso di utenze non domestiche. Ciò malgrado Bari continua ad essere la quinta città con la TARI più alta in Italia.

QUI  tariffe 

L’aumento del PEF, come noto, è determinato prevalentemente dagli effetti dell’inflazione nonché degli adeguamenti agli oneri di legge contrattuali previsti per il personale dipendente; alle tariffe applicate dagli impianti privati di trattamento dei rifiuti; alle nuove previsioni della normativa.

“In condizioni ordinarie, un aumento del PEF avrebbe inevitabilmente comportato un aumento della TARI. Quest’anno, invece, accade il contrario – ha spiegato Diego De Marzo -. È un risultato che nasce da una scelta precisa: rendere il sistema più equo attraverso un forte investimento sulla lotta all’evasione, con il conseguente ampliamento della platea dei contribuenti”.

Aumentati i contribuenti

Negli ultimi due anni il lavoro svolto dalla ripartizione Tributi e dal Nucleo ispettivo TARI, infatti, ha consentito di recuperare 6.921 utenze, delle quali 5.220 domestiche e 1.701 non domestiche. Contestualmente, le entrate derivanti dal recupero dell’evasione considerate nel Piano Economico Finanziario sono cresciute da 2,3 milioni a 3,5 milioni di euro.

“Questo significa che oggi il costo del servizio viene ripartito tra un numero maggiore di contribuenti – prosegue De Marzo -, evitando che gli aumenti gravino esclusivamente su chi ha sempre adempiuto ai propri obblighi. A ciò si aggiunge la scelta dell’amministrazione comunale di destinare una quota dell’imposta di soggiorno alla copertura dei maggiori costi del servizio di igiene urbana direttamente connessi ai flussi turistici, nel pieno rispetto della normativa vigente. Il dato più importante di questa delibera è quello di rendere il sistema più equo, recuperando evasione e ampliando la platea di chi contribuisce. I numeri dimostrano che la lotta all’evasione non è soltanto un’attività di controllo, ma uno strumento di giustizia fiscale”.

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