Parte in anticipo la stagione degli incendi in Puglia

foto archivio

Persi già centinaia di ettari. La Regione punta sul volontariato per sopperire alle carenze strutturali del sistema di emergenza

 

È già partita la stagione degli incendi in Puglia. Una piaga che continua a funestare la regione, che deve combattere quotidianamente con il costante, in aumento, consumo di suolo, la siccità e i cambiamenti climatici.

incendio Torre Guaceto (foto archivio)

Secondo Legambiente Puglia, tra fine maggio e i primi giorni di giugno, “si sono registrati roghi significativi in diverse province pugliesi. Particolarmente grave è apparso il quadro nel Salento, con incendi che hanno interessato aree di macchia mediterranea, zone costiere, terreni agricoli e aree prossime a riserve e habitat naturali. Tra gli episodi più rilevanti figurano i roghi tra Tricase e Andrano, nell’area del Bosco d’Arneo e della Riserva Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo, oltre a incendi di sterpaglie e terreni incolti nella BAT e in altre aree della regione. Le prime stime disponibili parlano già di decine e decine di ettari percorsi dal fuoco: circa 80 ettari nell’area tra Tricase e Andrano, circa 50 ettari nell’area del Bosco d’Arneo e almeno 5 ettari di terreni incolti nel territorio di Andria. Solo considerando questi episodi, nel 2026 risultano almeno 135 ettari bruciati, pari a circa 1,35 chilometri quadrati: una superficie equivalente a quasi 190 campi da calcio regolamentari.”.

Una situazione tragica quella fotografata da Legambiente che si deve rifare i conti, alla luce dell’incendio che ha interessato una parte del Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento. Il notevole dispiegamento di forze di soccorso, tra Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Arif e Protezione Civile, coordinate dalla Sala Operativa Unificata Permanente, è stato necessario per frenare un incendio che avrebbe potuto devastare un’area importante per l’ambiente confinante con una zona fortemente urbanizzata.

Solo l’intervento di tre Canadair provenienti da Lametia Terme, coadiuvato dalle unità a terra, ha permesso di circoscrivere con una certa celerità l’incendio alimentato dal forte vento, prima di colpire una pineta, il Camping Riva di Ugento e il resort Vivosa, che la Protezione Civile aveva evacuato, mettendo in sicurezza circa 700 persone.

Sull’incendio in Ugento ha espresso vicinanza alla comunità il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che si è confrontato sulla vicenda con il ministro alla Protezione civile Nello Musumeci e con il capo Dipartimento Nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano, e l’assessore regionale alla Gestione delle Emergenze Debora Ciliento.

Intanto, la presidente della V Commissione del Consiglio regionale della Puglia Loredana Capone ha convocato con urgenza una seduta per martedì 16 giugno, alle ore 12, per affrontare la grave emergenza in atto. All’ordine del giorno, ovviamente, la situazione degli incendi in Puglia, i roghi ai Parchi regionali di Otranto e Ugento e all’area di Torre San Giovanni, dove il fuoco ha distrutto un lido balneare e alcuni ettari di macchia mediterranea.

«È necessario fare piena luce sulle cause dei roghi, verificare l’efficacia delle attività di prevenzione e coordinamento degli interventi e individuare tutte le misure necessarie per sostenere i territori colpiti e rafforzare la tutela del nostro patrimonio ambientale», ha detto Capone.

La Lega ha chiesto alla Regione Puglia “programmazione, manutenzione del territorio e investimenti strutturali per rafforzare il sistema regionale di prevenzione e contrasto agli incendi”, mentre Fratelli d’Italia ha “presentato una richiesta urgente di audizione in V Commissione, per chiedere conto dell’organizzazione del sistema antincendio boschivo ormai al via, ma senza un quadro chiaro delle forze e degli strumenti in campo, e con grossi problemi organizzativi sul fronte degli interventi. Abbiamo anche ripresentato una mozione per fare una ricognizione di tutti i mezzi antincendio comprati con soldi pubblici della Protezione civile e lasciati a prendere polvere da anni, mentre i volontari delle associazioni coinvolte nel sistema AIB si trovano a fronteggiare i roghi con mezzi propri, non sempre adeguati.”.

L’assenza congenita di personale, di fondi e mezzi, spinge le istituzioni a rivolgersi al mondo del volontariato per contrastare gli incendi e prevenirli.

All’Oasi San Francesco di Bari si è svolta l’Assemblea Plenaria 2026 del Tavolo Regionale dei Giovani Volontari di Protezione Civile della Regione Puglia. Circa 150 volontari provenienti da tutte le province pugliesi, insieme ai rappresentanti delle istituzioni regionali, nazionali ed europee impegnate nella prevenzione dei rischi naturali e ambientali, per discutere anche del progetto strategico europeo BREATH – Building Cross-Border Resilience and Prevention Against Natural and Environmental Hazards, finanziato dal Programma Interreg VI-A Grecia–Italia 2021-2027. “Il progetto – spiegano dalla Regione – mira a rafforzare la prevenzione, la preparazione e la gestione dei rischi naturali e ambientali nell’area ionico-adriatica attraverso investimenti in sistemi di monitoraggio, infrastrutture pilota, reti di protezione civile, attività di formazione, sensibilizzazione e volontariato. BREATH è realizzato attraverso una partnership composta da otto soggetti istituzionali di Grecia e Italia: Ministero della Crisi Climatica e della Protezione Civile (Grecia) (Lead Partner); Regione della Grecia Occidentale (Grecia); Regione della Isole Ioniche (Grecia); Regione dell’Epiro (Grecia); Regione Basilicata (Italia); Regione Calabria (Italia); Regione Puglia (Italia); Information Society (Grecia).”.

Dall’incontro è emersa la necessità della Regione Puglia di puntare sul volontariato per rafforzare il sistema regionale di Protezione Civile. Ma anche i volontari hanno bisogno di risorse e del giusto riconoscimento per un servizio pubblico necessario svolto gratuitamente.

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