
È il risultato di una ricerca europea. Allo studio ha partecipato anche il gestore idrico Acque, che amministra il Basso Valdarno. Monitorate varie città europee, tra cui Pontedera
A dir la verità, si sa da tempo che l’acqua piovana può trasportare sostanze inquinanti, ma adesso, grazie ad uno studio c’è la certezza che l’acqua che cade in città veicola verso fiumi, canali e ambienti naturali numerose sostanze inquinanti raccolte durante il percorso.
Lo studio scientifico europeo, pubblicato da una delle principali riviste di settore a livello internazionale – Water Research – rappresenta uno dei primi quadri organici a livello europeo sul tema dell’inquinamento delle acque di ruscellamento urbano. Anche Acque, il gestore idrico del Basso Valdarno, ha partecipato alla ricerca, che si è sviluppata nell’ambito del progetto europeo D4RunOff e ha analizzato campioni di acque piovane raccolti in diverse città europee, compresa Pontedera. L’obiettivo era capire cosa viene trascinato dall’acqua durante gli eventi di pioggia quando questa scorre su strade, tetti e superfici urbane. I risultati mostrano che le acque di ruscellamento possono contenere metalli, sostanze legate al traffico veicolare e residui di uso quotidiano, con potenziali effetti sugli ecosistemi acquatici.
Cosa emerge dallo studio
Lo studio evidenzia come il traffico stradale rappresenti una delle principali fonti di inquinamento delle acque piovane, attraverso il rilascio di metalli e composti derivanti dall’usura di pneumatici e freni. Accanto a queste sostanze, in molti campioni sono stati individuati anche residui tipici delle acque reflue urbane, come tracce di farmaci, che possono raggiungere l’ambiente durante piogge intense o in presenza di scarichi non correttamente intercettati. In alcuni casi, le concentrazioni rilevate risultano di gran lunga superiori ai livelli considerati sicuri per l’ambiente. Lo studio mostra, ad esempio, che la presenza di alcuni metalli nelle acque di ruscellamento stradale può superare i valori di riferimento ambientali anche di migliaia di volte, mentre diverse sostanze legate all’usura degli pneumatici sono state riscontrate nella maggior parte dei campioni analizzati in città di tutta Europa. Questo dato rende evidente come fenomeni quotidiani e apparentemente innocui, come la pioggia che lava le superfici urbane, possano contribuire in modo significativo all’inquinamento dei corpi idrici se non adeguatamente gestiti.
Indicazioni per il futuro
Lo studio non si limita a descrivere il problema, ma evidenzia la necessità di rafforzare la gestione delle acque piovane in ambito urbano, in particolare quelle provenienti da strade e dagli scarichi durante eventi di pioggia intensa. I ricercatori sottolineano l’importanza di una migliore pianificazione, di sistemi di trattamento dedicati e di strumenti di monitoraggio sempre più avanzati. Viene inoltre richiamata l’attenzione sulla necessità di ampliare i controlli anche alle cosiddette “sostanze emergenti”, che oggi non sempre rientrano nei monitoraggi di routine ma possono avere effetti rilevanti sugli ecosistemi acquatici. Migliorare la conoscenza di queste sostanze è considerato un passaggio chiave per guidare le scelte future in materia di tutela ambientale.
Lo studio “Inventory and risk characterization of urban runoff pollutants in Europe” è consultabile alla pagina www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0043135426003623.


