Zanzare, virus Chikungunya, 2 casi a Bari

Accertati 2 casi di importazione. Attivate tutte le misure di prevenzione e monitoraggio. Leccese firma ordinanza

 

Il virus Chikungunya è atterrato letteralmente in Puglia, a Bari. Il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Bari ha accertato 2 casi, a termine di un un’indagine epidemiologica nei confronti di 2 persone provenienti dall’estero.

zanzara tigre

Si tratta di una malattia virale trasmessa da zanzare tigre infette del genere Aedes albopictus, caratterizzata da febbre e dolori articolari.

L’ambulatorio di Malattie Infettive ha accertato i sintomi, ma per fortuna per i 2 viaggiatori non è stato necessario il ricovero.

Intanto il servizio veterinario metropolitano, su indicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, ha installato le trappole per catturare le zanzare tigre nei pressi delle abitazioni delle persone colpite.

Le zanzare catturate sono state portate all’Istituto Zooprofilattico di Foggia per le analisi del caso e per scoprire la presenza dell’agente patogeno.

La ASL Bari ha attivato il protocollo previsto a livello nazionale e sta monitorando costantemente la situazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata.

Ordinanza del sindaco di Bari

Nel frattempo, il sindaco di Bari Vito Leccese ha subito firmato un’ordinanza per attivare tutte le misure necessarie per fronteggiare l’infezione da Chikungunya.

Foto di (El Caminante) da Pixabay – evitare il ristagno di acqua, dove le larve possono crescere

L’ordinanza chiede a tutti i cittadini di eliminare definitivamente negli spazi aperti pubblici e privati la presenza di contenitori dove potrebbe ristagnare o accumularsi l’acqua; se dovessero essere pieni, di svuotarli immediatamente e riporli in modo tale da evitare ulteriori accumuli di acqua. Usare innaffiatoi da riempire volta per volta o usare direttamente la pompa, nel caso usare zanzariere per coprire i contenitori.

Nei tombini di raccolta delle acque meteoriche è necessario usare prodotti specifici a basso impatto ambientale per uccidere le larve. È necessario usare la sabbia per i fiori finti nei cimiteri e pesci larvivori nelle fontane e laghetti. Inoltre, è necessario tenere puliti intercapedini e locali tecnici.

Per eseguire il corretto monitoraggio, sarà necessario permettere ai tecnici specializzati, riconoscibili da tesserino e divisa, l’accesso alle proprietà private.

Foto di ???????? da Pixabay – i pesci rossi mangiano le larve di zanzare

Soprattutto i pneumatici sono nel mirino dei controlli. Attraverso questi “vettori” la zanzara tigre è giunta in Italia. Chi dovesse gestirne il deposito deve evitare il ristagno di acqua; stessa attenzione per i responsabili dei cantieri.

Le raccomandazioni valgono anche per gli amministratori di condomini, agricoltori, vivaisti, proprietari e responsabili di attività industriali, artigianali, commerciali e cimiteriali.

È richiesta la massima attenzione e il rispetto delle regole indicate nel “Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020 – 2025”.

Per chi non dovesse rispettare l’ordinanza è prevista la denuncia all’Autorità giudiziaria.

È bene ribadire che non c’è emergenza ma è necessario attenersi alle norme previste e soprattutto al buonsenso.

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