
Il progetto, costato in totale 15 milioni di euro prevede la creazione del più grande parco di Bari, con un’estensione di circa 15 ettari e con oltre 2mila nuovi alberi
Dalle macerie può nascere nuova vita, nuova linfa per il futuro. Un esempio è il Parco della Rinascita, che sorgerà sul suolo dell’ex Fibronit a Bari. Sono infatti ufficialmente partiti i lavori, che secondo il cronoprogramma dettato dal Pnrr, dovrebbero terminare entro marzo 2026.
“Un giorno importante – ha dichiarato emozionato Antonio Decaro, oggi presidente della Commissione ENVI – Una storia di sofferenze, di dolore e di perdite, ma anche una storia di riscatto, di giustizia, di coraggio. Un percorso lungo: ho preso il testimone di Michele Emiliano e l’ho ceduto a Vito Leccese. Questa staffetta però non sarebbe stata possibile se non ci fosse stato Nicola Brescia, con il Comitato Fibronit, se non ci fosse stata Maria Maugeri. La loro determinazione ci ha portato a superare tantissime difficoltà. Qui, dove un tempo sorgeva la fabbrica della morte, ci saranno presto tanti alberi e tanti bambini che giocheranno nelle aree a loro destinate. E questa storia di coraggio va trasmessa proprio a loro, affinchè possano trarne esempio”.
Parco della Rinascita nel ricordo di Maria Maugeri

Il progetto, costato in totale 15 milioni di euro (di cui 11,5 di fondi Pnrr e 3,5 milioni della Regione Puglia) prevede la creazione del più grande parco della città di Bari, con un’estensione di circa 150mila metri quadrati, di cui 110mila riforestati con oltre 2mila nuovi alberi, con aree dedicate allo sport, ai giochi per i bambini, agli eventi culturali e al tempo libero. Ci sarà anche un anfiteatro intitolato a Maria Maugeri, fu tra i protagonisti della battaglia per trasformare in area verde il sito ex Fibronit, inizialmente destinato a ospitare un centro commerciale, palazzi e addirittura un sottopasso che collegasse il quartiere Madonnella al centro città.
“Oggi si chiude un percorso cominciato a novembre del 2000, e a novembre di quest’anno il comitato Fibronit compie 25 anni – ha dichiarato Nicola Brescia, presidente del Comitato cittadino Fibronit – In questo tempo è accaduto di tutto e oggi essere qui e leggere del Parco della Rinascita, il nome che abbiamo scelto sin dal 2000 per dare il senso di quella rinascita civile voluta dai cittadini, è una gioia indescrivibile. Con la realizzazione di questo parco vorremmo risarcire almeno in parte tante famiglie per la sofferenza causata dall’amianto. L’emozione che mi scorre dentro è enorme, grandissima. Abbraccio tutti coloro i quali in questi anni ci hanno supportato e ringrazio tutti i rappresentanti delle istituzioni, oggi presenti, per aver sostenuto le battaglie del comitato, scegliendo di stare dalla parte dei cittadini”.
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Vendola: “Da luogo di morte a luogo di vita”
Un luogo che curerà quindi almeno in parte le profonde cicatrici che hanno segnato la città di Bari: foreste urbane in grado di implementare la biodiversità, aree gioco per ogni età, luoghi dedicati alla cultura, percorsi di diversa sezione con cui esplorare e vivere il parco in piena sicurezza e senza barriere architettoniche. Il nuovo parco multifunzionale valorizzerà dunque il contesto territoriale, diventando una sorta di “cuneo verde” nel cuore della città.

Presente, tra gli altri, anche Nichi Vendola, all’epoca presidente della Regione Puglia: “In uno dei luoghi del dolore della città di Bari, un luogo che ha segnato la vita di molti cittadini, colpiti dalla più feroce delle agonie, quella della malattia, oggi è evidente l’esperienza collettiva di questo quartiere che ha avuto il coraggio di ribellarsi, quando le istituzioni pensavano di realizzare qui un sottopasso. Appena mi sono insediato – ha ricordato Vendola – ho subito voluto investire 10 milioni di euro per la messa in sicurezza di questa zona. Oggi questo luogo di morte si capovolge e diventa un luogo di vita”.
Perlino: “Rivedere il concetto di ambiente e salute”
Per la realizzazione di questa opera, bisogna sottolineare che l’amministrazione comunale ha investito sulle operazioni di bonifica del sito che si sono concluse nel 2022, quando è stato emesso il certificato di avvenuta bonifica con dichiarazione di piena accessibilità e fruibilità dell’intero parco a condizione però che non fosse modificato e danneggiato il capping (strato di copertura della superficie).
“Un impegno fondamentale per la reale rinascita di un pezzo importante della città – ha dichiarato Elda Perlino, assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica – Qui sorgerà quindi un luogo dove saranno ricordate tutte le vittime dell’amianto, che non sono solo i lavoratori della fabbrica che qui sorgeva, ma anche i cittadini di Bari, soprattutto i residenti del quartiere Madonnella. Negli anni sono morte 700 persone, questo è stato il costo in termini di vite umane. Quindi questo è un atto dovuto anche rispetto al concetto di ambiente e salute che dobbiamo rivedere. Penso anche a Taranto, un altro caso emblematico, dove il lavoro deve conciliarsi al diritto della tutela della salute”.


