
Non convincono le modifiche degli smaltimenti nelle discariche di Corigliano d’Otranto, Ugento e Manduria. Se ne discute in Commissione V con il supporto dei sindaci interessati. Troppe malattie e morti e disprezzo dell’ambiente
Le modifiche del Piano regionale Rifiuti, approvate in Giunta nel mese di febbraio, riguardano il segmento della filiera degli smaltimenti in discarica, con una variazione dell’assetto impiantistico, in particolare delle volumetrie disponibili nel breve periodo, con sopralzi e senza consumo di nuovo suolo.
I consiglieri regionali Paolo Pagliaro e Cristian Casili hanno chiesto di discutere la richiesta di escludere le discariche di Corigliano d’Otranto e Ugento dall’aggiornamento del Piano Rifiuti.
“Dopo aver scelto di continuare a conferire i rifiuti indifferenziati nelle discariche private, con costi sempre più alti per i cittadini pugliesi, la giunta Emiliano decide ora di aumentare le volumetrie di tre impianti già saturi, due dei quali nel Salento, per far posto alla spazzatura della discarica di Autigno al collasso”.
In V Commissione si è quindi discusso e sul tavolo della Commissione ambiente, presieduta da Michele Mazzarano, c’era la delibera della Giunta regionale 130 del febbraio 2025 avente per oggetto l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, con l’introduzione di modifiche all’assetto impiantistico del settore smaltimento.

L’obiettivo della delibera regionale è quello di aumentare le volumetrie disponibili nel breve periodo, senza ulteriore consumo di suolo; nei siti di Deliceto, Ugento e Manduria e per la discarica di Corigliano d’Otranto, invece, l’entrata in funzione dovrà essere subordinata a specifiche condizioni vincolanti.
Una situazione ormai vicina al tracollo.
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I dati raccolti parlano di una grande incidenza dei tumori, soprattutto nelle zone oggetto dell’ampliamento delle discariche
Con riferimento alla località Burgesi, il consigliere Pagliaro ha evidenziato i dati raccolti nell’Atlante Tumori Asl Le del 2024 dove l’incidenza nel basso Salento tra Ugento, Nardò Casarano e Gallipoli, presenta picchi che superano la media provinciale e regionale.
In particolare a Ugento, per quanta riguarda il tumore alla tiroide, il rapporto tra casi osservati e attesi raggiunge il 321,5% tra gli uomini e l’84,9% tra le donne. Inoltre, l’intero distretto di Casarano, che include Ugento, segue la stessa tendenza con un’incidenza del 130% negli uomini e del 109,2% nelle donne.
“La problematica legata alla discarica di Ugento – spiega ancora Pagliaro – sussiste ormai da anni e la popolazione ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e di salute e pur comprendendo le difficoltà della Regione per quello che riguarda lo smaltimento in discarica dei rifiuti e l’attuale situazione di emergenza, non è accettabile continuare a chiedere sacrifici a un territorio già fortemente vessato, tantomeno pensando ad un’indennità in favore dei comuni che ospitano le discariche che non potrà mai compensare i rischi per l’ambiente e la salute dei cittadini dei Comuni di Ugento, Taurisano, Presicce-Acquarica e Salve. Né tantomeno si può pensare di intervenire facendo ritornare in auge la rifunzionalizzazione del sito individuato come la discarica di Corigliano che poggia su una piattaforma carsica lente di acqua dolce e che non possiamo permetterci il rischio di riscontrare la presenza di sostanze inquinanti”.
Le proteste dei comuni interessati
Il vice sindaco di Ugento Massimo Lecci, il sindaco di Taurisano Luigi Guidano, il sindaco del Comune di Presicce Acquarica Paolo Rizzo, il sindaco del Comune di Salve Francesco Villanova hanno sottolineato che il territorio in cui ricade la discarica di Ugento in località Burgesi, ha già abbondantemente dato in ogni forma e in ogni misura, ed oggi si ritrova ancora a ricevere il 40-50% in più di rifiuti stabiliti.

La Giunta comunale di Manduria ha intanto approvato sabato scorso la delibera per l’impugnazione davanti al Tar di Bari del piano regionale dei rifiuti che dispone l’ampliamento della discarica Manduriaambiente.
Nel ricorso si chiederà di annullare la decisione del governo regionale approvata il 24 febbraio scorso riguardante il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani che stabilisce, per Manduria, il sopralzo della discarica in contrada La Chiana sino a 14 metri dal piano stradale con 150mila metri cubi di spazzatura.
Un sopralzo contro il quale si è già espresso il Consiglio comunale con una delibera approvata all’unanimità inviata al presidente Michele Emiliano e a tutti gli uffici regionali che hanno istruito e concesso il Provvedimento autorizzato unico regionale contro il parere della Asl e Arpa di Taranto e del Comune di Manduria. A preoccupare i tecnici è la tenuta della guaina di contenimento della discarica progettata venti anni fa per sostenere un carico decisamente inferiore a quello che dovrà sopportare con l’aggiunta sui cumuli di altri 150mila metri cubi non previsti nella progettazione iniziale e dalle migliori tecniche disponibili allora.
Arpa Puglia e Dipartimento Ambiente: “la Puglia non è in emergenza rifiuti”
Arpa Puglia ha sottolineato che nella discarica di Corigliano da sempre si fanno controlli alle acque sotterranee ottenendo finora sempre risultati confortanti e anche recentemente sono stati eseguiti dei controlli sulla funzionalità dell’impianto ove mai dovesse entrare in esercizio. Per l’area della discarica di Ugento, ha ricordato il piano di bonifica di Burgesi riveniente da un’azione parlamentare dell’onorevole Palese, da cui è scaturita una serie di azioni i cui risultati fanno emergere una situazione non disastrosa ma abbastanza buona e dal controllo dei piezometri fatto ogni quattro mesi e dei pozzi limitrofi ogni tanto si affacciano dei dati ai quali bisogna prestare attenzione in relazione ai PCB per capire qual è la loro provenienza. Il Piano Burgesi prevede anche una indagine sugli alimenti per la quale Arpa è sempre molto attenta. Le prestazioni globali dell’impianto di Burgesi sono sempre attenzionate da parte di Arpa.
Paolo Garofoli, direttore del Dipartimento ambiente, ha precisato che la Regione Puglia non si trova in stato di emergenza dei rifiuti, che il 40% dell’indifferenziato non va tutto in discarica e che si ha ancora un indice di recupero molto basso, da qui quindi il bisogno di realizzare impianti di discarica.
“Basta al sacrificio ambientale, basta scaricare rifiuti in Salento!”. La risposta di Pagliaro
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani esce con un comunicato dove commenta che: “Se la Puglia non è in emergenza rifiuti – come ha dichiarato oggi in audizione il direttore del dipartimento Ambiente della Regione – perché c’è bisogno di ricorrere all’ampliamento di discariche già sature come Burgesi a Ugento, o addirittura di aprire l’impianto di Corigliano d’Otranto, mai entrato in funzione perché potenzialmente pericoloso per l’ambiente e la salute? È una domanda senza risposta, quella con cui usciamo dall’audizione in Commissione Ambiente convocata su nostra richiesta, per avere chiarimenti sulla dissennata delibera della Giunta Emiliano dell’11 febbraio scorso, che ha aggiornato il Piano Rifiuti approvato nel 2021 dalla maggioranza di centrosinistra, con il nostro voto contrario. Nell’audizione di oggi abbiamo voluto dar voce alla protesta sacrosanta dei sindaci e dei rappresentanti del territorio di Ugento, Presicce Acquarica, Salve, Taurisano, che dicono basta al sacrificio ambientale, basta alle malattie tumorali che sono dilagate in questi anni seminando morte e dolore. E non c’è prezzo che valga quanto la salute, per cui la riduzione Tari prospettata dalla giunta per i conferimenti a Ugento la consideriamo un offesa e non certo un incentivo”.


