
Una nuova allerta rossa è prevista nella giornata di oggi in Emilia Romagna. La decisione unanime è quella di chiudere scuole, sospendere mercati e iniziative sportive. Allerta arancione anche al Sud, compresa la Puglia
Ci risiamo. È allerta rossa in tutta l’Emilia Romagna per allagamenti, inondazioni e piene dei fiumi. Nella giornata di oggi le previsioni dicono che arriveranno piogge abbondanti che potrebbero provocare gravi problemi su tutta la regione. “L’ondata di maltempo che negli ultimi due giorni ha colpito soprattutto la Liguria oggi si sta spostando verso il Centro-Nord Italia. Resta alto il livello di allerta tra Toscana, Veneto ed Emilia Romagna, ma esondazioni, allagamenti e disagi stanno interessando diverse regioni. Per oggi, sabato 19 ottobre, la Protezione civile ha deciso l’allerta rossa per rischio idraulico per parte dell’Emilia-Romagna, dove sono previste piogge diffuse e persistenti, con temporali di moderata e forte intensità. Interessate, in particolare, Pianura reggiana, Pianura modenese, Costa romagnola, Pianura reggiana di Po, Pianura bolognese, Bassa collina e pianura romagnola, Montagna bolognese, Collina bolognese. Sempre per domani, allerta arancione in altre zone dell’Emilia Romagna, Calabria, Sicilia, Veneto, Basilicata, Puglia, Campania” – fa sapere il bollettino meteo.

A Bologna sono stati una novantina gli interventi dei Vigili del fuoco, per il maltempo delle ultime ore, in particolare a Savigno (Valsamoggia) dove ieri sono state già evacuate tre famiglie, rimaste isolate a causa dell’esondazione del torrente Samoggia.
Per questo motivo si è deciso di chiudere, in tutta la Regione, le scuole di ogni ordine e grado, sospesi i mercati, le sagre e le manifestazioni sportive. Lo hanno deciso, in via precauzionale, i sindaci dei Comuni emiliano romagnoli nel tardo pomeriggio di ieri insieme all’Agenzia regionale di Protezione civile.
Sono state troppe le emergenze che, nell’ultimo anno, si sono verificate in a Emilia ma, soprattutto, in Romagna, alcune zone stanno facendo ancora molta fatica a ritornare come prima e moltissime famiglie stanno ancora aspettando i rimborsi del Governo.
Questa volta non si è voluto rischiare.
Nella provincia di Ravenna i sindaci sono stati anche invitati a pianificare le operazioni di evacuazione preventiva della popolazione residente nelle aree più a rischio, con specifico riguardo a quelle in cui si sono verificate le rotture arginali durante i precedenti eventi alluvionali e interessate da interventi di ripristino con opere provvisionali nonché nelle aree collinari dove si sono registrati frane e ruscellamenti.
Meglio prevenire, continuando però a “combattere” una situazione dolorosa che dura da tempo e che, il calendario ci ricorda, si sta verificando nella stagione autunnale.
Come potrà essere gestito il prossimo inverno? Quali altre criticità e disagi potrebbe portare?
Parla il Presidente dell’Ordine Geologi dell’Emilia Romagna sui corsi d’acqua a rischio inondazione ad ogni pioggia
“Questo susseguirsi di piene ha provocato un progressivo dilavamento delle nostre aste fluviali/torrentizie, una “pulizia” naturale che ha progressivamente eliminato ostacoli naturali che in regime di piene ordinarie trattenevano gran parte dei detriti legnosi – fa sapere Paride Antolini, Presidente dell’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna – “All’intervento naturale operato dalle piene (non ordinarie), si è aggiunta l’azione dell’uomo. Sotto la spinta emotiva dell’opinione pubblica, abbiamo pulito i fiumi e adesso cominciano i problemi di erosione compreso un maggiore trasporto solido”.

In questa situazione di conclamata crisi climatica più volte e con diverse immagini, si è stati indotti a prendere in considerazione la pulizia dei fiumi (ricordate i tronchi e ramaglie trasportati dai fiumi?). L’Ordine dei Geologi non ci sta e ribatte che “ Con le piogge intense, che questa crisi climatica ci ha “regalato”, il ruscellamento dell’acqua provoca oltre che erosione e quindi un elevato trasporto solido di terra, anche la raccolta e il trasporto verso i torrenti di ramaglie e legname delle alberature morte. I nostri corsi d’acqua romagnoli non sono fiumi nella eccezione del termine ma neppure canali nell’eccezione del termine. Sono il frutto di secoli di adattamenti non più sufficienti con la crisi climatica in atto. L’estrema pulizia dei nostri fiumi può comportare, in determinati tratti fluviali, una diminuzione dei tempi di corrivazione ed un aumento della portata, rimandando e concentrando una tracimazione più a valle; la salvezza di un paese a volte è la condanna di un altro”.
In pratica è da molto tempo che si sostiene che la vegetazione, nei corsi d’acqua, non va eliminata a prescindere ma va gestita in modalità diversa a seconda delle condizioni del tratto fluviale in cui ci si trova e della sua storia costruttiva.
Se si eliminano gli alberi o gli arbusti presenti lungo un corso d’acqua, si perde una grande possibilità di arginare l’acqua che, senza trovare barriere, tracima e inonda.
Cosa ci aspetta per il futuro?
Sembra di vivere alla giornata con il naso all’insù per capire se pioverà oppure no (e quanto pioverà). Soluzioni in campo se ne stanno cercando di mettere tante ma non sarà una situazione risolvibile nel giro di poco tempo, sono stati commessi nel tempo troppi soprusi nei confronti della natura che ora sta presentando il suo conto molto salato.
L’ordine dei Geologi indica come soluzione: “Se non si riuscirà a ricostruire o spostare un argine questo dovrà essere rinforzato per renderlo adeguato alla sua funzione con le nuove portate fluviali, perché la gestione di un fiume è un qualcosa di estremamente complicato che non può essere semplificata con slogan e soluzioni semplicistiche”.
Attendiamo che questa giornata di allerta passi, ricordando anche che l’avviso di maltempo prevede, già dalle prime ore di oggi, venti da forti a burrasca sud-orientali sulla Puglia e, specie sui settori ionici ed appenninici, su Calabria e Basilicata.


