
La Regione Puglia sta immettendo sul mercato una serie di aiuti alle piccole e medie imprese per rilanciare e sostenere l’economia e scongiurare altre chiusure a causa del Covid. Ma basteranno?
L’assessore regionale alla Cultura e Turismo Massimo Bray ha dichiarato sono in arrivo risorse nei settori Cultura e Turismo, che serviranno ad implementare “con ulteriori misure straordinarie, la platea dei potenziali beneficiari in ragione dell’entità degli ulteriori danni subiti a causa del perdurare delle misure restrittive imposte dalla recrudescenza della pandemia da COVID-19. Il Dipartimento Turismo e Cultura dovrà implementare velocemente le nuove misure nell’ambito del “Quadro temporaneo di aiuti”, disciplinato dalla Commissione Europea e prorogato al 31/12/2021, partendo dalla riprogrammazione delle economie derivanti dagli avvisi “Custodiamo la Cultura in Puglia” e “Custodiamo il Turismo in Puglia” stimati ad oggi in almeno 33 milioni di euro, ferma restando l’eventualità di destinare alle nuove misure ulteriori risorse finanziarie che si dovessero rendere disponibili.”.
Il bando Ristori
Oltre a ciò, è partito stamattina e si chiuderà il 1° aprile 2021, il Bando Ristori della Regione Puglia, destinato anch’esso alle imprese che sono state costrette a rimanere chiuse nella settimana tra l’8 e il 14 dicembre 2020, con l’estensione della zona arancione a 20 Comuni delle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani e di Bari. Questo bando, invece, è destinato alle attività di ristorazione con somministrazione, gli agriturismi, le gelaterie e pasticcerie, i bar e altri esercizi simili senza cucina, oltre agli alberghi localizzati nei 20 Comuni interessati dall’ordinanza n.448/2020. La notizia viene direttamente dal vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, e dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci. «Le Camere di Commercio che gestiranno il bando — spiegano Delli Noci e Piemontese — hanno messo a punto un sistema informatico che garantirà alle imprese interessate di presentare istanza per beneficiare delle risorse. Il sistema informatico è stato pensato per semplificare al massimo la procedura di accesso limitando così gli oneri per le imprese».
Saldi, wedding ed eventi
Un’altra decisione della Giunta regionale ben accolta dai commercianti è stata quella di prorogare la data di chiusura dei saldi invernali al 28 marzo. Anche in questo caso, la speranza è che in questo modo si possa sostenere la ripresa del commercio, evitando così ulteriori chiusure che andrebbero ad incidere pesantemente sulla collettività.

Un altro sforzo economico che a breve farà la Regione è ricavare fondi per il comparto del wedding e degli eventi. Come si sa, intorno al mondo dei matrimoni, delle sale di ricevimento e degli eventi mondani si è sviluppata un’economia che ha al suo interno numerose figure professionali stagionali, alcune esclusive della filiera, altre che collaborano con essa. Musicisti, sarti, florovivaisti, fiorai, organizzatori di eventi, musicisti, animatori, camerieri, cuochi, i settori agroalimentari e vitivinicoli, oggettistica, abbigliamento, solo per citarne alcuni, sono lavori che dalla sera alla mattina hanno chiuso i battenti. Non tutti hanno potuto reinventarsi, perché le chiusure hanno riguardato tutte le attività. Di questo problema, se ne è discusso anche in IV Commissione consiliare, dove il presidente Paride Mazzotta ha chiesto alla Giunta regionale “una dotazione economica sufficiente e a fondo perduto per dare una boccata di ossigeno al comparto con una procedura di accesso semplificata. Prima che sia troppo tardi per tantissime realtà.”.
Come ripartiremo?

Questi fondi servono per far ripartire l’economia e sostenere le perdite del lockdown e delle numerose restrizioni, ma sarà difficile riuscire ad aiutare tutti e a riportare l’economia al livello pre-Covid. Perché, nel frattempo hanno chiuso migliaia attività solo in Puglia, lasciando per strada decine di migliaia di famiglie, molte monoreddito, alcune con lavoratori a nero e stagionali, che non hanno avuto la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro. Il sostegno del reddito di dignità o di cittadinanza ha coperto in parte le difficoltà, ma non è bastato o non è stato persino concesso. Ma chi assicura che chi è stato licenziato sarà reintegrato e alle stesse condizioni? E chi non lavora, come può rientrare nel circuito lavorativo? E poi, con i tassi di contagio ancora molto alti, come non si possono non prevedere ulteriori chiusure in Puglia?
I soldi sono finiti. Dobbiamo affidarci ora agli aiuti europei, con i relativi compromessi, e all’esperienza del neo premier Mario Draghi. Nella speranza che la ridicola politica italiana lo faccia lavorare e non lo siluri prima del tempo. È stato accolto come un salvatore, dopo le scelte difficilissime che ha dovuto prendere Giuseppe Conte, speriamo che non finisca anche lui e le sue azioni nel calderone.
Tanto, la politica italiana ritorna subito democratica quando non è d’accordo con le sue stesse scelte, invocando sempre e soltanto le elezioni.


