Tecniche di laboratorio per gestire impianti a biogas

Gestire in modo ottimale un impianto a biogas vuol dire diventare allevatore di batteri. Al pari degli animali d’allevamento, i batteri rendono il massimo se sono mantenuti in condizioni per loro ottimali, per cui risulta fondamentale monitorare i diversi aspetti che incidono sul funzionamento dell’intero sistema anaerobico. È noto a tutti che i diversi costruttori e alcuni laboratori indipendenti, offrono il servizio di assistenza biologica. Tipicamente tutti questi servizi hanno un punto debole: i risultati non sono forniti in tempo reale.

La necessità di risposte più rapide nella valutazione delle biomasse emerge anche dal sempre maggiore utilizzo di sottoprodotti e scarti biologici, la cui costanza non è certo paragonabile a quella delle biomasse coltivate. Diviene quindi sempre più importante che il gestore di un impianto possa essere in grado di effettuare in proprio alcune delle analisi fondamentali, senza dovere sempre ricorrere a servizi di assistenza esterni.

Agroenergia, società che si occupa di energie alternative, lancia un programma integrato, comprendente diversi strumenti come un corso di base sulla ottimizzazione, un corso specifico sulle tecniche di analisi per le biomasse e lo Starter Kit BMP, ossia un mini-laboratorio per provare le biomasse per digestione anaerobica.

I corsi si terranno per la prima volta presso il Parco Scientifico Tecnologico Tortona e successivamente nelle località più interessate dalla presenza di biodigestori.

Lo Starter Kit BMP permette di simulare quanto avviene nel fermentatore e prevedere il comportamento delle biomasse destinate alla sua alimentazione, misurando la quantità di metano prodotta.

Il kit di base è composto da una cella µ-Flow (foto), un reattore batch in vetro da 2 l, un bagno termostatico e forno muffola. Consente la misurazione dei solidi volatili di biomasse e digestati, del potenziale metanigeno delle biomasse, dell’attività batterica del digestato, del potere metanigeno residuo del digestato (e quindi la misura dell’efficienza di digestione dell’intero impianto). Con il kit di base, la lettura dei volumi di gas va realizzata manualmente e i valori riportati su un foglio di calcolo per tracciare poi le curve e calcolare il BMP. Il kit è espandibile con la possibilità di aggiungere fino a 5 ulteriori digestori ed un data logger per gestire i dati in automatico.

Il concetto di sviluppare l’assistenza biologica presso l’impianto rappresenta una piccola rivoluzione copernicana nel settore del biogas, che permette di effettuare le analisi in tempo reale e avere i risultati immediatamente sotto controllo. Inoltre, contribuisce a ridurre i costi dell’assistenza biologica e i rischi nell’acquisto di biomasse all’esterno.

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