La Regione Puglia e le norme contro il benzo(a)pirene

Dopo l’introduzione di nuovi limiti per contrastare le emissioni di diossina, la Puglia attiva ed abbassa i valori massimi di diffusione di benzo(a)pirene nell’aria e si conferma la prima regione in Italia ad attivare un sistema di monitoraggio di eccellenza per contrastare i rischi derivanti da agenti tossici. Il consiglio regionale pugliese ha approvato oggi, e all’unanimità, il Disegno di Legge “Misure urgenti per il contenimento dei livelli di benzo(a)pirene nell’area di Taranto”.

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Il provvedimento n. 20/2010 fissa a 1 ng/m³ il livello massimo di emissioni nell’atmosfera dell’idrocarburo cancerogeno; è stato introdotto per il territorio tarantino ma avrà come raggio di applicazione l’intera Puglia. Il Ddl che è già legge regionale (a breve gli sarà assegnato il numero), prevede l’intervento immediato della Regione nel territorio tarantino e in tutte le altre zone della regione in cui sarà accertato il superamento dei limiti.

Il benzo(a)pirene è un idrocarburo policiclico aromatico che appartiene alla classe dei benzopireni, C20H12.ed è una delle prime sostanze di cui si è stata accertata la cancerogenicità con categoria Iarc 1 e la genotossicità. Una delle sue forme ossidate metabolicamente dall’organismo, è il benzo[a]pirene-7,8-diidrodiolo-9,10-diidroossido, capace di legarsi al DNA e di interferire con il suo meccanismo di replicazione. Disciolto in acqua è tra le sostanze più pericolose e il limite di concentrazione è intorno agli 0,01 mg/l.

La Puglia dà una risposta precisa al decreto legislativo 155/2010 introdotto dal Governo nazionale e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ad agosto dello scorso anno. Il decreto ha previsto un periodo di moratoria fino al 2013 per il raggiungimento di 1 nanogrammo per metrocubo (ng/m³) di benzo(a)pirene nell’atmosfera. Il decreto ha provocato malumori e proteste da parte delle associazioni degli ambientalisti tanto da essere ribattezzato “Salva-Ilva”.

Lorenzo Nicastro

Il Ddl, che ha messo d’accordo tutti gli schieramenti politici rappresentati in consiglio regionale, introduce una normativa molto severa e l’intervento immediato, da attuare nel breve periodo qualora sia accertato il superamento del limite di 1 ng/m³ e motivandolo con il “pericolo di un danno grave per la salute dei tarantini e degli abitanti della provincia”. Alla Regione spetterà il compito di adottare le misure necessarie ad intervenire sulle principali sorgenti di emissione che abbiano influenza sulle aree in questione, inserendole in appositi piani di risanamento.

«L’iniziativa – ha dichiarato l’assessore alla qualità dell’ambiente Lorenzo Nicastro – conferma sempre più il ruolo di avanguardia della nostra Regione nella tutela, in concreto, della salute umana e della salubrità dell’ambiente. L’auspicio è che anche il governo ed il parlamento nazionali vogliano rivedere la propria posizione, ripristinando termini più cogenti per il rispetto dei valori di legge. Voglio cogliere l’occasione – ha ribadito l’assessore – per ringraziare i consiglieri tutti che, con grande senso di responsabilità e di amore per la Puglia, hanno partecipato attivamente ai lavori delle commissioni consiliari, offrendo il proprio contributo per il miglioramento del testo di legge e per la realizzazione di questo importante risultato».

 

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