Nelle prossime tre settimane potranno essere avviate le procedure per lo spostamento della Costa Concordia dall’Isola del Giglio. Lo ha confermato la Titan Micoperi, incaricata del recupero della nave naufragata lo scorso gennaio, che ha presentato la relazione sulle operazioni fino ad ora pianificate nel corso della seconda riunione dell’Osservatorio di monitoraggio dei lavori sul relitto. Quindi, già da questo mese potrebbero cominciare le attività di consolidamento della posizione dello scafo.
Durante il briefing si è anche discusso delle tecniche cui si farà ricorso per riportare in linea di galleggiamento la Costa. Quattro i cavi che sosterranno la Concordia, ciascuno con una capacità di 1.000 tonnellate, che diventeranno dodici al momento di procedere con la rotazione del relitto. L’ancoraggio a terra avverrà tramite dieci pali del diametro di 23 cm per ogni cavo.
«Sicuramente – conclude Maria Sargentini, responsabile della regione Toscana della Protezione Civile – un’operazione di rimessa in galleggiamento di una nave da 50.000 tonnellate non è mai stata tentata prima. Il nostro compito è di fare in modo che ciò avvenga nei tempi previsti, nella massima sicurezza, nell’assoluto rispetto dell’ambiente e con il massimo di informazione nei confronti della popolazione. È per questo che ho convocato per il 16 luglio prossimo la terza riunione dell’Osservatorio e concorderò con il sindaco del Giglio l’effettuazione di un’assemblea con i gigliesi. Per il momento mi pare che tutto stia procedendo secondo gli accordi, così come ci attendevamo».


