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Davide Mantovani, pedalando alla conquista del mondo

Davide Mantovani

Davide Mantovani

“Purtroppo si parla troppo spesso di politica e religione, e quasi mai della vita delle persone”, dice il saggio. Ma uno strappo alla regola si fa volentieri quando si parla della storia di Davide Mantovani, che il 30 gennaio 2015 ha deciso di partire da Milano per conquistare il mondo. Ha percorso l’Italia fino a Brindisi e da lì un traghetto per la Grecia. Poi Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kyrgyzstan e Cina.

Gli imprevisti non sono mancati, ma nel sud della Cina c’è stato il peggiore per un cicloturista: il furto della bici. Con un aereo Davide è arrivato fino a Bangkok per comprarne una nuova e da lì verso il nord della Thailandia, quindi Laos e Cambogia.

Davide mantovani sogna di fare il giro del mondo e rientrare poi in Europa attraversando tutti i continenti; il viaggio durerà, comunque,  ancora almeno tre anni e mezzo.

Il percorso di Davide

Il percorso fatto da Davide

Adesso sta pedalando verso l’Australia, la Nuova Zelanda, per poi fare le Americhe dall’Alaska alla Terra del Fuoco ed infine l’Africa, «sperando – racconta ad Ambient&Ambienti –  che la situazione internazionale tra qualche anno mi permetta di passare nel nord del continente!».

In base ai Paesi il nostro biker ha cambiato una serie di sistemazioni notturne, dormendo anche in posti davvero assurdi: cimiteri, cappelle, moschee, templi, serre, edifici in costruzione, fermate dell’autobus, capannoni, in un forno per la cottura dei mattoni, edifici governativi, scuole, stazioni di servizio, camion ed anche in tenda.

Per quanto riguarda il cibo, ha con sè un fornelletto che gli permette di cucinarsi in qualunque posto si trovi, ma la bellezza di questi viaggi sta anche nell’assaporare nuove pietanze, soprattutto lì dove la cucina è completamente diversa da quella a cui noi siamo abituati.

12234984_1693283150893826_7548270243976571329_nUna buona pianificazione delle tempistiche e dei climi ha permesso a Davide di evitare condizioni particolarmente estreme, a parte l’aver passato praticamente due mesi costantemente sopra i 40° in Asia Centrale. Non lo hanno fermato nemmeno le altitudini estreme: infatti sull’altopiano tibetano Davide ha raggiunto i  4.829m.

Difficoltà ce ne sono state anche dal punto di vista burocratico, dato che Davide ha dovuto combattere per i visti e per i loro prolungamenti; oppure per tasse doganali “inventate” dai funzionari di qualche paese attraversato.

Le amicizie “su strada” non sono mancate. Ci racconta che in Laos ha sfruttato tutti i 30 giorni del visto viaggiando per un po’ con altre due coppie di italiani che mediamente viaggiano un po’ più lentamente di lui, ma era il prezzo da pagare per un po’ di strada in compagnia. E non sono mancati gli spettacoli naturali offerti da paesaggi incredibili come quelli che ha visto in Turchia, Tajikistan e Cina. Gente ospitalissima e con modi di fare stupendi ovunque (tranne in Cina), in particolare in Iran dove le persone sono davvero squisite.

«Probabilmente uno degli aspetti più interessanti del viaggio – sono parole di Davide Mantovani –  è proprio il conoscere culture verso le quali abbiamo pregiudizi o informazioni completamente sbagliate: alla fine siamo tutti molto più simili di quanto ci si voglia far credere. E, finora, le differenze sono state decisamente più in positivo che in negativo: gente cordiale e sempre disponibile. Ci si rende bene conto della sostanziale differenza tra Stato e popolazione: se riguardo al primo è indiscutibile la superiorità delle democrazie occidentali, sulla seconda adesso avrei molti dubbi. Ho notato un altruismo ed una generosità incredibili da persone che avevano meno di quanto io avessi sulla bici. Sorrisi e saluti in continuazione e genuina curiosità verso lo straniero. Nessun pregiudizio, nessuna ostilità, nessuna truffa, a parte qualche eccezione nelle zone più “turistiche” e, guarda caso, più occidentalizzate».

Potete continuare a seguire Davide sulla sua pagina Facebook

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