
Alla scoperta del progetto “Riciclosauri”, nato dalla passione per i dinosauri congiunta alla volontà di contribuire alla sensibilizzazione a tematiche ambientali.
I dinosauri gli sono sempre piaciuti. Negli anni, per lavoro, ne ha costruiti tanti. Da curatore di effetti speciali per film e serie tv, gli è capitato spesso di confrontarsi con questi giganti. Poi, però, un giorno si è ritrovato a pensare che, anche se dotati di cervelli a volte davvero piccolissimi, i dinosauri ci hanno lasciato dei fossili bellissimi a testimonianza non solo della loro esistenza ma soprattutto del loro sapersi adattare all’ambiente. Una caratteristica che li ha resi per milioni di anni padroni assoluti della Terra e in continua evoluzione.
E invece noi uomini, intelligenti ed egocentrici, cosa stiamo lasciando come eredità e testimonianza? Ci stiamo evolvendo o ci stiamo estinguendo? Siamo di sicuro gli esseri viventi a più alto impatto ambientale.
È nato da questi interrogativi Riciclosauri, un progetto sorto dalla passione per i dinosauri del fondatore Andrea Giomaro, congiunta alla volontà di contribuire alla sensibilizzazione a tematiche ambientali. Ora il museo ha preso casa nella splendida gola naturale del Furlo, nel comune di Acqualagna (PU).
Riciclosauri: il museo
L’iniziativa, proposta dalla coop Idea, consiste nell’ esposizione di riproduzioni di dinosauri costruiti con materiale riciclato, arricchita da schede, percorsi guidati e pannelli sia riguardo ai dinosauri che sul riciclo dei materiali utilizzati per la realizzazione di ciascuna scultura.
Vengono inoltre fornite curiose informazioni sia sulle creature del mesozoico che sui processi di riciclo di numerosi materiali di uso comune. Le sculture sono una reinterpretazione di materiale destinato al disuso o all’abbandono cercando di favorire il sostegno alle sane pratiche quotidiane di riuso e riciclo.

Prendendo spunto proprio dai dinosauri. “Einstein – spiega Giomaro – che è stato uno degli uomini più intelligenti diceva: L’uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi‘. Come a dire: l’uomo realizza cose più stupide nonostante sia più intelligente”.
Da qui l’idea di Giomaro (e il suo staff) di mettere a punto un museo che potesse abbinare riciclo creativo a paleontologia. Con l’obiettivo di educare principalmente le nuove generazioni “verso un minor impatto ambientale, verso il rispetto e un miglior uso delle risorse naturali, verso l’invenzione di oggetti ed economie ecosostenibili, verso il riciclo e il riuso”.
Trasformare, in sostanza, le nuove generazioni da “nativi digitali a nativi ricicloni. Così potranno semplicemente ritenere assurdo ‘produrre’ cose con così tanto spreco come invece stiamo facendo noi, adottando quello che io chiamo il motto delle 4R:
Riduco, Riuso, Riciclo, Reinvento“.
Riciclosauri: come nasce il progetto
E si sente (ancora) un po’ bambino anche Giomaro. Che ha trasformato la sua passione in lavoro, e viceversa. “Costruisco cose per lo spettacolo, ma avevo sempre voglia di far qualcosa di più personale. Lavoro con tanti materiali e ho cercato di confrontarmi con un qualcosa che potesse coniugare risorse e ambiente, dinosauri con materiale riciclato.
Dopo aver frequentato il liceo, ha cominciato l’esperienza universitaria frequentando Ingegneria prima di lanciarsi nell’Accademia nazionale del

cinema. “Ma nel mio lavoro ho dovuto portare le mie conoscenze di ingegneria per creare i dinosauri, perché per realizzare un dinosauro alto cinque metri e che pesa diverse tonnellate, devo sapere come fare…”.
Non smette mai di studiare e documentarsi. “Con i miei compagni di avventura continuiamo ad allestire il museo e grazie anche alle varie scoperte che vengono realizzate, la mostra è in costante evoluzione. Vedere il museo oggi potrebbe essere diverso dal visitarlo tra due anni, perché ci aggiorniamo costantemente”.
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Tra nuove generazioni e adulti
Oltre alle visite guidate, il suo museo propone anche laboratori. Ma qual è la reazione del pubblico? “Quando ti trovi di fronte a un riciclosauro
realizzato con fogli di giornale – ribadisce Giomaro – , tutti dicono ‘cool’, ‘figo da vedere. Poi gli occhi si fanno sempre più agranati e aumenta la consapevolezza delle tematiche”. In relatà la reazione è diversa tra nuove generazioni e i più grandi. “I ragazzi sono già soddisfatti della visita mentre soprattutto gli adulti rimangono sbigottiti dalla questione ambientale. E’ per questo che bisogna essere consapevoli del fatto che nel mondo anche il nostro comportamento quotidiano può essere molto importante”. Prendendo spunto anche dai dinosauri.


