
Maltempo in Puglia: allagamenti sulla viabilità nell’area metropolitana di Bari, allerta rossa per rischio idraulico sul Fortore, Cala Rosamarina sott’acqua. Le lame come “valvola di sfogo”
Le intense piogge che negli ultimi giorni stanno interessando l’area metropolitana di Bari stanno provocando diversi allagamenti localizzati, con inevitabili ripercussioni sulla circolazione veicolare di competenza della Città Metropolitana di Bari. Particolarmente colpiti i tratti tra Palese e Modugno, in particolare i sottopassi, ormai saturi di acqua, e la strada che collega questo comune allo stadio san Nicola, caratterizzata da numerose e pericolose pozzanghere.

La Città Metropolitana, attraverso i tecnici del Settore Mobilità Sostenibile e Viabilità e la Polizia Metropolitana, consiglia la massima attenzione alla guida, in particolare nell’area del sud-est barese, dove particolarmente pericolose sono le strade provinciali che collegano Acquaviva al resto della Puglia. Particolare prudenza è consigliata sulla Provinciale 127 e sui percorsi verso l’ospedale Miulli.
Sei pattuglie della Polizia Metropolitana stanno provvedendo in queste ore al monitoraggio e al presidio delle aree più esposte, con l’installazione di segnaletica temporanea di emergenza e col monitoraggio dei sottopassi maggiormente esposti al rischio di allagamento. Gli uffici del Settore Viabilità stanno, inoltre, raccogliendo le segnalazioni che pervengono dall’intera area metropolitana da parte dei Sindaci, delle Polizie Locali, delle Forze dell’Ordine e dei cittadini, a conferma di un fenomeno diffuso che interessa l’intera rete viaria provinciale.
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Il piano di intervento dopo le piogge
Le criticità legate al manto stradale, in particolare le buche più rilevanti, vengono affrontate – ove possibile, nonostante le persistenti piogge – mediante interventi di messa in sicurezza. Al termine dell’emergenza meteorologica si provvederà a interventi strutturali di ripristino e colmatura delle buche. La Città Metropolitana sta inoltre predisponendo un piano straordinario di interventi sulle strade maggiormente esposte al rischio di impraticabilità.
Si invita la cittadinanza a limitare gli spostamenti ai soli casi di necessità e ad adottare una condotta di guida improntata alla massima prudenza, mantenendo una velocità moderata, anche in considerazione dell’acqua che in diversi tratti sta straripando dai terreni adiacenti alla carreggiata, e aumentando la distanza tra i veicoli.
Il ruolo “salvifico” delle lame nel barese

“Vorrei solo ricordare che se oggi l’acqua scorre lenta senza allagare la strada creando non pochi problemi di sicurezza per chiunque transitava su strada vicinale Le Lame, è anche grazie all’impegno (dopo il mio incessante pungolo) del Sindaco Antonio Donatelli che fece ricreare un tratto del letto alluvionale trasformato in discarica “.

Così scrive Luca di Gioia nel gruppo Facebook “Sei di Triggiano se…”, e posta immagini inequivocabili del ruolo che la lame hanno nello scarico delle acque: una vera valvola di sfogo, come mostrano anche le foto dell’oasi Mirko Variato, sempre nella Lama San Giorgio-Giotta (ora istituendo parco naturale regionale) scattate dall’attivista ambientalista Maria Teresa Fatone.
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Rosamarina e Monticelli, cronaca di un disastro annunciato
Continuiamo a parlare di lame per prendere in considerazione quanto accaduto e nelle zone di Cala di Rosamarina e Monticelli, dove le piogge intense hanno trasformato diverse strade in veri e propri torrenti e causato l’allagamento di strade e scantinati all’interno del consorzio di Rosamarina. La situazione è critica a causa della combinazione tra piogge torrenziali e la conformazione geologica del territorio. “La zona di Rosamarina è un’area ad alto rischio idraulico per motivi precisi – spiega Giovanni Caputo, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia – Il villaggio è attraversato da due “lame” (alvei naturali per il deflusso delle acque piovane): la Lama Rosamarina e quella che separa il consorzio da Cala di Rosamarina. In caso di eventi estremi, queste lame si riattivano improvvisamente convogliando enormi masse d’acqua e fango dalle colline verso il mare. L’urbanizzazione storica a ridosso o sopra questi canali naturali, unita alla vegetazione che spesso ne ostruisce il corso, impedisce all’acqua di defluire, causando l’esondazione laterale e l’invasione delle abitazioni, specialmente nella zona Uliveto. Pertanto si ribadisce la necessità di interventi strutturali per convogliare le acque verso zone a minor impatto (come la lama del Pilone) e di una manutenzione costante dei letti dei torrenti per evitare che detriti e fango blocchino i canali di scolo. Alla luce di tutti questi eventi si richiama pertanto l’importanza di utilizzare i fondi regionali disponibili per la prevenzione, la corretta pianificazione territoriale, gli interventi strutturali e la manutenzione ordinaria e straordinaria, passando da una gestione dell’emergenza a una prevenzione pianificata”, conclude Caputo.
Nel foggiano la situazione più drammatica. Fiumi e dighe osservati speciali
Sicuramente la provincia pugliese che sta pagando il prezzo piuù alto del maltempo è quella di Foggia.
Allo stato attuale in provincia di Foggia ci sono 15 strade chiuse o danneggiate. Il rischio maggiore è legato alle piene dei corsi d’acqua che, provocando danni alle strade, determinano anche l’isolamento delle aree interne (come quelle del subappennino).

Proprio sulla base dell’evoluzione della situazione meteorologica, la Sezione Protezione civile della Regione Puglia ha emanato per la giornata di oggi, 2 aprile, per rischio idraulico una allerta rossa sulle zone del Basso Fortore) e una allerta arancione su Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Basso Ofanto e Bacini del Lato e del Lenne.
Critica la situazione dei corsi d’acqua pugliesi. Il fiume Fortore ha raggiunto i massimi livelli di allerta rossa, il fiume Ofanto è in fase montante di piena, mentre l’asta del Cervaro ha raggiunto il colmo di piena ieri sera. Sotto controllo la situazione sul Fiume Lato dove è ormai transitato il colmo di piena. Confermato lo stato di preallerta per la diga di Occhito che sta raggiungendo livelli vicini alla quota di soglia di 192,6 metri, che prevede l’apertura della paratoia. Sotto osservazione anche la diga di Conza.
Il sistema di volontariato di protezione civile è operativo sul territorio. L’assessore alla Gestione delle emergenze, Debora Ciliento, segue gli eventi in costante contatto con la Sezione regionale di Protezione civile.
Ordine dei Geologi della Puglia: manca la manutenzione
“Questi eventi – è ancora il presidente dell’Ordine dei geologi di Puglia Giovanni Caputo a parlare – accadono in aree vulnerabili evidenziando diverse problematiche strutturali con mancata manutenzione degli alvei. Inoltre in presenza di suoli già saturi per le piogge dei giorni precedenti, il tempo di risposta del bacino è brevissimo, portando a piene improvvise (flash floods). L’urbanizzazione in aree di pertinenza fluviale, come la zona di Borgo Incoronata, dove è esondato il torrente Cervaro,espone la popolazione a rischi elevati. Molti interventi di messa in sicurezza nella provincia di Foggia sono fermi da anni”.

Rincara la dose Giovanna Amedei, già presidente dell’Ordine geologi di Puglia, che prende in esame la situazione del Gargano: “Nel 2014 – dichiara – , il Gargano è stato colpito da un’alluvione che ha causato vittime. I danni stimati in seguito all’evento ammontavano a circa 274 milioni di euro.
Il rapporto della Protezione Civile (2015) sugli eventi del 1-6 settembre 2014 evidenzia quanto segue:
- Interventi previsti/finanziati: ~100–150
- Interventi realizzati (prevalentemente emergenziali): ~30–40%
- Interventi strutturali completati: una percentuale significativamente inferiore (minoranza)
- Interventi fermi/incompiuti: ~60–70%
Questo indica che, al di là degli interventi emergenziali (come la pulizia delle strade e la rimozione di materiale alluvionale), gli interventi strutturali di prevenzione (quali la canalizzazione, l’assetto idraulico e le opere permanenti) sono stati eseguiti in misura limitata. Sebbene si sia agito prontamente sull’emergenza, la maggior parte delle opere strutturali non è stata realizzata. E ci meravigliamo che il Gargano sia ancora oggi classificato ad alto rischio idrogeologico?
La medesima considerazione si applica, ovviamente, a tutte le aree della regione Puglia che presentano criticità e rischi idrogeomorfologici. Passata l’emergenza, si abbassano i riflettori e tutto prosegue tranquillo fino al prossimo evento… tanto in fondo la colpa è del clima che è cambiato…”
È possibile consultare gli aggiornamenti in tempo reale sulla viabilità attraverso i canali ufficiali della Protezione Civile Puglia.


