Bari riapre i suoi spazi dimenticati: al via il bando per far rivivere Magrone e Bonomo

Come sarà l'ex Caserma magrone quando sarà aperta al pubblico

Un futuro tutto da inventare per due spazi storici della città

 

Riaccendere la vita in luoghi rimasti silenziosi per decenni. È questo l’obiettivo dell’iniziativa presentata nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari, dove l’Agenzia del Demanio e il Comune hanno ufficializzato il bando pubblico di Temporary Use per porzioni dell’ex Caserma Magrone e dell’ex Ospedale Militare Bonomo. Due immobili storici, simboli di un passato militare che ha segnato l’identità della città, oggi al centro di un progetto ambizioso di rigenerazione urbana e innovazione sociale

Il bando, lanciato lo scorso 30 giugno, è stato prorogato al 29 settembre, offrendo più tempo ad associazioni, operatori culturali, imprese sociali e cittadini attivi per candidare idee e progetti che restituiscano questi spazi alla comunità.

Spazi pubblici da riconquistare

Bari ex ospedale militare Bonomo
L’intervento sull’ex ospedale Bonomo riguarderà la riqualificazione della parte monumentale dell’immobile costituita dai primi cinque padiglioni

“L’obiettivo di questo percorso che stiamo portando avanti con l’Agenzia del Demanio è consentire alla città di riappropriarsi di due luoghi strategici e fortemente identitari – ha dichiarato il sindaco di Bari Vito Leccese – Parliamo di spazi verdi, immobili di pregio, testimonianze di un’epoca in cui Bari era un importante centro militare. Oggi vogliamo che tornino a vivere, in attesa di una riqualificazione definitiva, grazie a un uso temporaneo a fini sociali, culturali e aggregativi, in particolare per i giovani”.

Temporary Use: la strategia di dare nuova vita ai beni pubblici

Il Temporary Use è un modello di concessione temporanea che l’Agenzia del Demanio promuove ormai da anni in tutta Italia. Un ponte tra il passato e il futuro: si tratta di affidare a realtà locali porzioni di immobili pubblici in disuso, in attesa del loro recupero strutturale, per realizzare iniziative a impatto sociale, culturale, creativo.
Come ha spiegato il Direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Antonio Ottavio Ficchì, “La centralità dell’utenza, dei cittadini fruitori dei servizi e del contesto territoriale di questi edifici pubblici, insieme al dialogo con i territori, diventano strumenti per rispondere alle aspettative della comunità.  I privati saranno partner dello Stato grazie a una concessione o una locazione di una parte degli spazi per far vivere i luoghi attraverso nuove attività di tipo socio-culturale e di promozione del territorio, mentre i complessi immobiliari sono avviati a una completa rigenerazione e rifunzionalizzazione. Il T-Use che proponiamo – ha concluso – è un nuovo modello di rigenerazione urbana partecipata, in cui pubblico e privato collaborano per trasformare spazi dimenticati in luoghi vivi, inclusivi e generativi, fruibili al territorio”.
Il bando è disponibile online sul sito dell’Agenzia del Demanio, nelle sezioni “Gare e Aste” e “In evidenza”.

Le comunità al centro

Anche Villa Stoppelli avrà un nuovo volto

Alla presentazione è seguita una partecipata tavola rotonda con stakeholder istituzionali e tecnici. Tra gli interventi più significativi, quello di Giovanna Iacovone, vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale: “Vogliamo restituire alla città luoghi che intere generazioni non hanno mai avuto occasione di conoscere. Questo bando rappresenta uno strumento per testare modelli di co-gestione, attivare collaborazioni tra pubblico e privato, e liberare energie positive”.

Il progetto rientra infatti nel Piano Città degli Immobili Pubblici di Bari, promosso dal Demanio in sinergia con il Comune e si integra con altri interventi di rigenerazione urbana coordinati dal Politecnico di Bari. “Possiamo considerarla una virtuosa forma di collaborazione tra pubblico e privato – ha sottolineato Nicola Bonerba, presidente di ANCE Bari – L’Agenzia del Demanio ha mostrato disponibilità a ricontestualizzare immobili finora scollegati dal tessuto urbano. Questi spazi possono diventare poli di attrazione per imprese, attività culturali e iniziative sociali. È un’opportunità anche per creare occupazione e innovazione locale”.
Bonerba ha poi evidenziato la natura temporanea dell’intervento, legata alla strategia di riduzione degli affitti passivi dell’Agenzia. “Non si tratta di alienazione definitiva, come nel caso di Invimit. È un uso temporaneo, ma che apre a una rigenerazione concreta e tangibile. Inoltre, questo progetto si integra con le attività di rigenerazione urbana già in corso, coordinate dal Politecnico, che comprendono anche la realizzazione di un parco, nuove residenze e altri interventi di valorizzazione”.

Una rete di esperienza da nord a sud

Il modello del Temporary Use ha già prodotto risultati in diverse città italiane. L’Agenzia del Demanio ha avviato progetti analoghi a Napoli (Palazzo Fondi), Venezia Lido (Caserma Pepe), Palermo (Convento dei Crociferi) e Agrigento (Carcere di San Vito). In ciascun caso, spazi dimenticati sono tornati a vivere come laboratori culturali, sedi per associazioni, incubatori d’impresa.
La sfida ora è nelle mani dei cittadini, delle associazioni, delle imprese che vorranno raccogliere l’invito e contribuire a scrivere un nuovo capitolo della storia urbana di Bari. Due spazi carichi di memoria aspettano solo di essere trasformati in laboratori di futuro.

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