Un “palazzo parlante” per gestire gli edifici pubblici

(immagine CETMA)

Il progetto internazionale “Open Digital Building Logbook – OPEN DBL” per l’utilizzo di tecnologie digitali volte a migliorare la sicurezza degli edifici, vede l’Amministrazione di Ruvo di Puglia tra i protagonisti, e potrebbe diventare una buona pratica di livello europeo

 

Il progetto rientra tra quelli finanziati nell’ambito del programma Horizon Europe  ed è coordinato dal CETMA – Centro di ricerca e trasferimento tecnologico; vede coinvolte tre città di Ruvo (Italia) Mislata (Spagna) e Kifissia (Grecia) con 10 partner tecnologici internazionali  (Germania, Lituania, Italia, Spagna, Grecia, Romania). Giorni fa l’esperimento, avviato nel sito-pilota della scuola Bovio, è stato sottoposto a Bruxelles al vaglio dagli esperti valutatori nominati dall’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA) e si avvia ad essere replicato in altre realtà dell’Unione Europea.

Cosa è Open DBL

La piattaforma open DBL mira a semplificare la gestione patrimoniale degli edifici pubblici, potendo operare sui “gemelli digitali” creati con metodologia BIM-based (Building Information Modeling) e, contemporaneamente, a monitorare da remoto, grazie a una banca dati,  le condizioni di sicurezza e quelle ambientali ai fini della riduzione degli impatti, mediante sensoristica dedicata.

Il”palazzo parlante” , ossia la scuola Bovio, sito-pilota del progetto Open DBL

Grazie a questa rete di sensori, la piattaforma Open DBL è in grado di monitorare da remoto, in tempo reale e 24 ore su 24, le condizioni ambientali e di sicurezza di un edificio anche di grandi dimensioni registrando e controllando a distanza consumi energetici, livello di CO2, vibrazioni statiche, temperatura, affollamento, qualità dell’aria, umidità, pressione atmosferica, condizioni di sicurezza per le persone presenti, e molto altro ancora, con l’ambizione di riuscire in futuro a tracciare anche dati strutturali relativi alla stabilità dell’edificio, alla vulnerabilità, alla salute dei punti critici e all’efficienza degli impianti con prospettive interessanti anche per lo stato di conservazione dei materiali, la manutenzione e la prevenzione dei rischi.

Un esempio di come funziona

Supponiamo che ci sia una perdita d’acqua in un corridoio e non si sappia da dove venga. In questo caso solitamente il Comune viene avvertito del disservizio e l’ufficio tecnico  manda il muratore e  l’idraulico per capire da dove è venuta quest’acqua e riparare il guasto. Invece con questa piattaforma, grazie al “gemello digitale” si riesce a vedere la parte impiantistica  e a intervenire direttamente là dove c’è il guasto. Un po’ come una lente d’ingrandimento che va direttamente  dove è il guasto e che quindi riesce a gestire da remoto in modo molto più efficiente il patrimonio pubblico.

Open DBL entrerà in funzione nel 2027; i costi di gestione della piattaforma finora sono stati coperti dal progetto europeo, ma il comune di Ruvo ha intenzione di proporre la piattaforma anche agli altri comuni in forma di consorzio.

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