Tra mistero e memoria: i Luoghi del Cuore FAI del Brindisino

Immagine creata con AI

Grotte sacre, architetture storiche e masserie raccontano secoli di devozione e civiltà contadina

Ci sono dei luoghi che non sono semplici luoghi, ma doni di tempi passati che continuano a stupire e meravigliare e che, soprattutto, restano nel cuore di chi li visita. Parliamo dei “Luoghi del Cuore” del Fai-Fondo Ambiente Italiano, che in tutta Italia ammaliano e lasciano senza fiato i visitatori. Nella provincia brindisina ce ne sono ben tre. 

La cripta di San Michele, tra natura e mistero 

L’affresco della Madonna Orante. Credits: Mfran22 via Wikipedia.

Tra Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, all’interno di un fondo privato sito a ridosso della S.P. 26, si cela la cripta di San Michele, una grotta carsica usata dal 700 D.C. al basso medioevo come luogo di culto. Per accedere alla depressione in cui la cripta sorge bisogna percorrere una scalinata intagliata nella roccia dai monaci basiliani. A circa 10 metri di profondità vi è l’ambiente carsico, dove si possono trovare speleotemi, pareti concrezionate, colonne e stalattiti. Ed è lì che si possono ammirare tre affreschi e un altare in pietra, segno tangibile dell’utilizzo passato della grotta. Gli affreschi rappresentano la Madonna orante, raffigurata in un atto di preghiera con le braccia alzate, il Cristo pantocratore, raffigurato a mezzo busto e in atto benedicente, e San Michele Arcangelo raffigurato secondo l’iconografia tradizionale. 

La Basilica del Carmine e la sua grotta ossario  

La grotta di San Michele Arcangelo

La Basilica del Carmine di Mesagne è nata, nel 1500, sul Santuario ipogeo dedicato a San Michele Arcangelo e datato intorno al 1300. La basilica si distingue per la sua architettura gotico-angioina, uno stile architettonico che rappresenta l’incontro tra le tradizioni architettoniche del posto e quelle del tradizionale stile gotico francese. Nel corso del XVI secolo, l’edificio sacro, ormai in stato di degrado, fu oggetto di un intervento di recupero ad opera dei Padri Carmelitani. Da allora, l’impianto esterno ha conservato in larga parte la sua fisionomia originaria, mentre intorno alla metà del Seicento l’interno venne arricchito con altari barocchi di particolare pregio e apparati decorativi di notevole valore artistico. Ma è al di sotto della basilica che si nasconde uno dei luoghi più particolari del brindisino: la grotta di San Michele Arcangelo. La cavità naturale, ricca di simboli religiosi, è stata usata per gran parte della sua storia come, per l’appunto, luogo di culto dedicato all’Arcangelo. Successivamente, la cripta venne destinata a ossario. Al momento della riscoperta, infatti, l’ambiente risultava colmo di resti umani e oggetti personali appartenuti ai defunti, tra cui croci e medagliette devozionali, testimonianze tangibili delle pratiche funerarie e dell’estrema religiosità dell’epoca. 

Masseria Lamiola Grande, l’emblema della civiltà contadina e dell’olio di Puglia 

Uno dei tanti strumenti dell’agricoltura tradizionale presenti nella masseria

La masseria si trova nell’omonima contrada sita a Montalbano di Fasano – anche se amministrativamente ricade nel territorio ostunese – ed è uno degli emblemi più lampanti della storia contadina e della tradizione olearia pugliese. Un ampio portale fa entrare nell’ampio cortile interno dove è possibile scorgere tutti gli ambienti della struttura. Un concio in chiave d’arco indica la fondazione della masseria risalente al 1873 e le iniziali del suo primo proprietario, Domenico Tanzarella. L’edificio è stato poi acquistato nel 1963 dalla famiglia Scatigna, che è stata capace di mantenere in vita le attività produttive della masseria e di preservare attrezzi, ambienti e arredi, che ora narrano di un’epoca contadina passata e che i più non conoscono. Attorniata da olivi millenari di grande pregio storico e agricolo, possiede numerose testimonianze architettoniche legate alla produzione dell’olio.

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