
I Carabinieri hanno arrestato 3 persone per aver appiccato 2 incendi, mentre la Guardia di Finanza ha denunciato una persona per deposito incontrollato di rifiuti pericolosi
La Terra dei Fuochi torna tristemente a far parlare di sé. Si tratta di un’area di circa 1.100 kmq tra le province di Napoli e Caserta, chiamata così da Legambiente per via degli incendi appiccati dalla criminalità organizzata per bruciare qualunque tipologia di rifiuti, soprattutto tossici e speciali. In questa area sono in corso constanti controlli da parte delle forze dell’ordine e dalle strutture sanitarie, in quanto qui i livelli di inquinamento sono molto alti, mentre la contaminazione dell’aria, della falda acquifera e del terreno ha portato ad una serie di gravi conseguenze sanitarie alla popolazione locale, di circa 2,5 milioni di abitanti, che devono convivere con l’aumento di tumori, leucemie e malattie legate all’inquinamento.
In un’area così compromessa, le forze dell’ordine hanno creato un presidio fisso un territorio per riportare la legalità.
Si tratta della Control Room. È una struttura, istituita al Comando Regione Carabinieri Forestale “Campania” con il finanziamento del Commissario straordinario per gli interventi infrastrutturali e di riqualificazione sociale funzionali ai territori ad alta vulnerabilità, il Prefetto Fabio Ciciliano, che coordina le pattuglie delle Forze di Polizia, dell’Esercito Italiano e della Polizia Metropolitana di Napoli, che quotidianamente sono impegnate a tutelare la vasta area, frenando e prevenendo i reati ambientali.
Proprio grazie ad una segnalazione della Control Room, i Carabinieri hanno arrestato due persone un uomo di origini nigeriane di 45 anni e una donna di origini italiane di 41 anni, dopo aver appiccato due incendi in una zona che rientra nel territorio di Giugliano in Campania.
L’Esercito Italiano aveva segnalato alla struttura il vasto incendio che era in corso, nei pressi di via Vicinale Trenga. A bruciare alcuni arresti, masserizie, pneumatici, plastiche, lattine, schede e parti di monitor e di TV. Immediatamente, l’allarme ha fatto scattare l’intervento dei Carabinieri che hanno rintracciato la coppia, mentre le squadre dei Vigili del Fuoco circoscriveva l’incendio. Inutile il tentativo di fuga dell’uomo, che si era nascosto in una cantina di un vicino stabile. Addosso aveva l’accendigas utilizzato per dar fuoco ai rifiuti. Mobili e rifiuti provenivano invece dall’abitazione della donna, situata poco distante ai roghi.
Un altro arresto è avvenuto nell’agro di Giugliano in Campania. La Squadra di Intervento Operativo dei Carabinieri, sempre su segnalazione della Control Room, è intervenuta per un rogo nei pressi di via Ex Alleati 32. Mentre i Vigili del Fuoco hanno spento le fiamme, i Carabinieri Forestali di Pozzuoli hanno rintracciato il responsabile. Si tratta di un 70enne del posto, che è stato arrestato in flagranza differita.
I Baschi Verdi della Guardia di Finanza di Aversa hanno denunciato un uomo dopo aver scoperto e sequestrato un locale, di oltre 110 mq, adibito ad officina meccanica priva delle necessarie autorizzazioni e completamente abusiva.
All’interno sono stati rinvenuti e sequestrati quintali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi di vario genere di parti di autoveicoli, di scarti di lavorazione ferrosi, di scaffalature di pezzi di ricambio, ma anche residui di diluenti e solventi, numerose batterie usate, circa 100 Litri di taniche di olii esausti e lampade di emergenza, stoccati e gestiti in violazione delle disposizioni ambientali, oltre ad un deposito incontrollato di rifiuti domestici di circa 20 metri cubi, tra sedie, tappeti, seggioloni, giocattoli in stato di abbandono e rotti e parti di armadio, e numerose attrezzature e mezzi da lavoro impiegati nella gestione illecita dell’attività.
Inevitabile, a quel punto, la denuncia del responsabile per violazioni alla normativa del Testo Unico Ambientale. comminata anche una sanzione amministrativa pecuniaria che va da un minimo di € 5.165,00 a un massimo di € 15.494,00, con conseguente vincolo cautelare amministrativo degli strumenti utilizzati per l’attività illecita.


