La proposta del deputato Giuseppe L’Abbate potrebbe aiutare il comparto. Intanto l’assessore regionale Donato Pentassuglia incontra i produttori e assicura azioni di sostegno alla filiera
Il settore delle ciliegie è in crisi. Il clima e i prezzi del raccolto stanno devastando la filiera. In tanti stanno prendendo a cuore la vicenda anche perché le ciliegie pugliesi sono molto amate e ricercate, anche all’estero.
Secondo Coldiretti, sono migliaia i nuclei familiari della provincia di Bari che si occupano della produzione delle ciliegie. “Il fabbisogno di lavoro per ettaro di ciliegeto specializzato è pari a circa 600 ore, l’85% delle quali assorbite nelle operazioni di raccolta e considerando la produzione provinciale media di ciliegie e la produttività media del lavoro di raccolta, pari a 10 – 15 Kg/h/operaio, il fabbisogno annuo di manodopera – spiega Coldiretti Puglia – raggiunge 2,1 milioni di ore lavorative, tutte raccolte nell’arco temporale di due mesi circa. La produzione regionale pugliese risulta concentrata nella provincia di Bari che da sola rappresenta il 96,4% della produzione totale regionale. Con le sue 47 mila tonnellate la provincia di Bari è la prima provincia italiana per produzione di ciliegie raccogliendo il 34% della produzione nazionale e la produzione di ciliegie in Puglia è pari al 39,8% del totale nazionale. La graduatoria dei prodotti agricoli pugliesi nel contesto nazionale – afferma Coldiretti Puglia – vede al primo posto anche le ciliegie con una superficie di quasi 20.000 ettari, di cui oltre 17.000 della sola provincia di Bari, la quale copre più dell’85% della superficie investita. Evidente la perdita di reddito e liquidità – conclude Coldiretti Puglia – causata dal maltempo in quella che è certamente un’altra annata da dimenticare per la produzione di ciliegie in Puglia.”. A minacciare il settore anche le importazioni da Spagna, Grecia e Turchia che, ovviamente, inquinano il mercato interno grazie alla GDO, mettendo in difficoltà i produttori locali che non possono competere con quei prezzi.
Uscire dalla crisi, secondo il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura e già Sottosegretario alle Politiche agricole nel Governo Conte II, «l’imprenditore agricolo deve perseguire tre obiettivi fondamentali per il successo dell’impresa: programmazione, organizzazione e marketing. Le vecchie politiche di mercato sono superate e inattuabili nel futuro e la sostenibilità sarà sempre più finanziata dalla PAC (Politica Agricola Comune). Fondamentale sarà dare valore aggiunto alle produzioni. Occorre, dunque, uscire dalla logica delle commodity: per questo il progetto di istituire una IGP “Ciliegia di Terra di Bari”, avviato nel 1997 dalla Provincia di Bari a cura del compianto Prof. Godini dell’Università di Bari, andrebbe ripreso. Altra parola d’ordine dell’imprenditore agricolo è “diversificazione”. La diversificazione delle attività migliora il flusso di cassa e rende più elastica l’impresa, permettendo una compensazione interna. Ad esempio, tutti i dati ci dicono che resiste meglio alle crisi di mercato l’azienda frutticolo-zootecnica piuttosto che l’azienda frutticola specializzata. Risulta fondamentale, poi, costruire reti di imprese perché l’imprenditore isolato non ha futuro. Gli strumenti normativi ci sono da tempo e la politica non può sostituirsi ai privati e imporre per legge quell’aggregazione che darebbe forza agli agricoltori».
Intanto, in Puglia il consigliere regionale Francesco Paolicelli, presidente della Commissione Agricoltura, ha incontrato al Comune di Casamassima i produttori cerasicoli, le associazioni di categoria e i sindaci di Casamassima, Turi, Sammichele, Conversano, Rutigliano e Castellana Grotte e Polignano a Mare. All’incontro ha partecipato anche l’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, per fare il punto sull’emergenza che riguarda i prezzi troppo bassi delle ciliegie raccolte sul nostro territorio e il ruolo che ricopre la GDO. «Comprare un chilo di ciliegie a un euro circa e rivenderlo fino a 18 euro al chilo, come abbiamo visto nei supermercati del Nord Italia è inaccettabile – spiega Paolicelli – Non dobbiamo permettere che la grande distribuzione organizzata detti i prezzi di acquisto e per fare questo è necessario anche tutelare la qualità del prodotto venduto».
Il consigliere regionale Ignazio Zullo ha aggiunto che all’incontro «l’assessore Pentassuglia ha rassicurato tutti che ha già intrapreso alcune azioni e intende consolidarle per andare avanti. Per questo ha sottolineato che è continua l’intesa con gli eurodeputati Raffaele Fitto e Paolo De Castro, perché è proprio l’Europa che potrebbe venire in soccorso di una situazione che rischia di penalizzare per sempre il settore cerasicolo».



