SIGEA lancia censimento dei vani interrati a rischio allagamento

Sollevamento del pavimento della Cripta di S. Nicola per contrasto all’allagamento da progressivo sollevamento del livello di falda. Da Antonioli & Pagliarulo, 2013

SIGEA: “Un Laboratorio di citizen science nella fascia costiera”. Il censimento degli allagamenti dei vani interrati degli edifici prossimi al mare servirà non solo a dare il quadro della situazione ma anche a fare emergere i casi su cui è più urgente intervenire

 

I geologi sono preoccupati. Sono preoccupati pet l’impatto sulla costa barese che alcuni progetti possono determinare, anzi sicuramente determineranno. Primo fra tutti il progetto del Parco del Castello, che prevede l’interramento di due arterie con 4 + 3 corsie separate ma affiancate (area pubblica ed area portuale/doganale) per un tratto di circa 800 m, da realizzarsi per collegare la città  al mare. Ambient&Ambienti ha sottolineato attraverso le parole del geologo prof. Giuseppe Spilotro le perplessità per quest’ opera che, scrive l’esperto, “costituirà uno sbarramento all’attuale deflusso della falda sotterranea verso il mare” mettendo a serio rischio l’intera città vecchia . D’altra parte, sempre ad Ambient&Ambienti, il Comitato Parco del Castello di Bari, attraverso il suo presidente Andrea Guarnieri, ha espresso la sua  posizione a riguardo: “Che si realizzi il passaggio di questa arteria in trincea, con una sopraelevata o che si ritorni alla nostra ipotesi iniziale di passaggio in superficie, non tocca a noi deciderlo”.

L’iniziativa di SIGEA

Negli ultimi tempi, il fenomeno degli allagamenti dei locali interrati nelle città costiere è diventato uno dei temi più urgenti da affrontare

Ma il rischio allagamento non riguarda solo Bari. Negli ultimi tempi, il fenomeno degli allagamenti dei locali interrati nelle città costiere è diventato uno dei temi più urgenti da affrontare. Per dare risposte concrete a questa problematica, la SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) ha avviato un progetto di censimento per studiare in modo sistematico e approfondito la diffusione di questo allarmante fenomeno.

Solo attraverso una mappatura accurata dell’area interessata e analizzando l’interazione tra gli allagamenti, il livello del mare durante  le diverse condizioni meteorologiche, le maree luni-solari, e le acque sotterranee si potrà comprendere l’entità del problema e pianificare interventi necessari per proteggere il patrimonio edilizio delle città costiere.

Allagamenti come effetto della crisi climatica

Gli allagamenti dei vani interrati sono un segnale chiaro di come gli effetti della crisi climatica stanno amplificando le dinamiche naturali già presenti.

“La fascia costiera è un’area delicata che risente molto degli effetti del cambiamento climatico -spiegano gli esperti di SIGEA -. Le interazioni tra le acque sotterranee, le infrastrutture urbane e i piani interrati richiedono una nuova consapevolezza per tutte le aree urbane prossime al livello del mare. È giunto il momento di rivedere profondamente la nostra relazione con la costa: una pianificazione urbana più attenta e consapevole è fondamentale per proteggere il nostro futuro, il futuro delle nostre città”.

Un censimento con la collaborazione dei cittadini per capire quali edifici sono a rischio allagamento

La SIGEA invita tutti a partecipare a questo laboratorio di citizen science, un vero e proprio monitoraggio urbano partecipativo, perché solo attraverso la conoscenza e la collaborazione, spiegano “potremo fronteggiare le sfide che il cambiamento climatico ci pone. Unitevi a noi in questa cruciale iniziativa e compilate il questionario. La costa e le nostre città meritano la nostra attenzione.”

Il questionario

Questo, che SIGEA definisce monitoraggio urbano partecipativo, chiede, tra le varie cose, la tipologia dell’edificio (cemento armato o muratura), gli eventuali problemi strutturali di indicare, l’altezza che l’acqua raggiunge nei vani interrati, la presenza o meno di una pompa di aspirazione. Insomma, una mappa ottenuta sulla base della reale constatazione delle problematiche di cui soffrono gli edifici.

Per compilare il questionario CLICCA QUI

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