Oggi, 18 novembre, l’assessore della Regione Puglia alla Salute Elena Gentile (foto) ha affrontato alcuni temi inerenti la sanità pubblica.
L’assessore ha incontrato i rappresentanti delle associazioni nazionali per la protezione degli animali, per discutere sul randagismo. La riunione è stata convocata all’indomani dei sequestri di alcuni canili operati da parte della polizia giudiziaria. Assieme ai rappresentanti di Enpa, Lndc, Anta e Anpa, si è fatto il punto sulla legislazione regionale in materia, in modo da predisporre eventuali modifiche alle norme.
Tra i temi trattati: introduzione dell’accreditamento delle strutture (canili), verifica delle norme che vietano il trasferimento dei cani nei territori, incoraggiamento alle politiche dei comuni per la protezione e la sterilizzazione, censimento delle strutture e rafforzamento del sistema sanzionatorio. Presenti alla discussione anche i dirigenti dei servizi veterinari regionali. Ha dichiarato Gentile: «Vogliamo intraprendere un percorso che modifichi una norma che forse non risponde ad alcuni obiettivi, come la protezione e l’accoglienza. Occorre portare la Puglia a un livello di civiltà, modificando la normativa venendo incontro alle sollecitazioni che provengono dalle associazioni».
Gentile ha poi partecipato alla conferenza stampa promossa dal Centro Trapianti Puglia, per la presentazione del progetto Lavoriamo insieme per implementare la cultura della donazione di organi, tessuti e cellule nella Regione Puglia. Finalità del progetto è la collaborazione tra le associazioni di volontariato Aido, Fratres, Fidas, Admo e Adisco e la Croce Rossa Italiana per diffondere capillarmente sul territorio la cultura della donazione.
Nel 2012 si è registrato il numero più basso di donazioni degli ultimi 15 anni, con tasso di opposizione del 44% e con 6 donatori per ogni milione di abitanti. Con il progetto si vogliono mettere in rete le associazioni coinvolgendo quelle di donatori sangue, capillarmente presenti sul territorio e nei comuni, per informare e sensibilizzare. Ha affermato l’assessore: «Di fronte al lutto, occorre spiegare ai parenti che non si viene meno al rispetto dei propri cari e dei loro corpi se si accetta di dare una nuova vita a chi è in lista di attesa di un organo. È un atto di amore e solidarietà e non una mancanza di rispetto per chi è venuto a mancare. La collaborazione del volontariato è fondamentale per spiegare, istruire, sensibilizzare».


