Rifiuti in mare, parte la flotta antinquinamento

A disposizione del Ministero dell’Ambiente 32 unità navali per raccogliere i rifiuti marini e pattugliare le coste

Sono 32 le unità navali altamente specializzate, 9 d’altura e 23 costiere, che opereranno lungo tutte le coste del Paese per recuperare i rifiuti che inquinano il mare.

Le unità Castalia del Ministero dell’Ambiente, dislocate in vari porti italiani, svolgeranno il servizio antinquinamento e pattugliamento. Le 9 unità di altura e 4 costiere assicureranno il pronto intervento in caso di inquinamento del mare territoriale. Le altre 19 svolgeranno anche un servizio di pattugliamento e contenimento del marine litter, sia nelle acque marine antistanti le foci dei fiumi sia nelle aree marine protette. Di queste, 4 pattuglieranno anche le aree di mare territoriale dove si trovano le piattaforme off-shore per l’estrazione di petrolio, ovvero Vasto, San Benedetto del Tronto, Licata e Pozzallo.

A tutto ciò, saranno collegate una serie di iniziative mirate a sensibilizzare i Comuni sulla raccolta differenziata e sul riciclo. I rifiuti plastici raccolti saranno gestiti dal Corepla, grazie ad un accordo, sottoscritto nell’estate 2020 con il Ministero, per un progetto sperimentale di riciclo del materiale plastico recuperato a mare dalla flotta. Il Consorzio si farà carico di verificare, misurare e analizzare le quantità e la qualità dei rifiuti oggetto della sperimentazione provenienti dalle imbarcazioni e valutare l’effettiva riciclabilità dei rifiuti di imballaggio in plastica.

«Il mare italiano è il doppio della superficie terrestre italiana – ha spiegato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa – era necessario dare una sterzata, insieme agli armatori, alla società civile, alle autorità portuali, ai pescatori, ai consorzi di recupero dei rifiuti, affinché i rifiuti in mare diventino un ricordo e la blue economy sia qualcosa di concreto».

«Monitorare la quantità e la tipologia dei rifiuti raccolti è indispensabile per comprendere le cause del littering e per individuare, in sinergia con le Istituzioni, le azioni da mettere in campo per prevenirlo – ha dichiarato il presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo – Per questo, nell’ambito delle attività sperimentali e innovative che il Consorzio promuove per la tutela del nostro mare, stiamo portando avanti delle attività che non solo contribuiscano al risanamento dell’ecosistema marino ma che promuovano anche l’economia circolare e sensibilizzino la collettività alla corretta gestione dei rifiuti».

Il ministro Costa auspica che il ddl Salvamare, già approvato alla Camera, ottenga al più presto il via libera dal Senato, ma c’è da dire che questo progetto è già un buon passo avanti per ripulire il mare dalla plastica. Ora deve solo crescere e operare nel miglior modo possibile e in tempi brevissimi.

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