La vicepresidente della Regione Puglia e assessore all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, replica all’articolo comparso sul Corriere della Sera riguardo il progetto di lottizzazione in un uliveto di Nardò (Le).
Secondo il Corriere, al posto degli ulivi, un resort del valore di settanta milioni di euro. La proprietaria del terreno è Alison Deighton (foto), moglie di Lord Paul Deighton, sottosegretario al Tesoro britannico ed ex top manager della Goldman Sachs. «Quella terra l’abbiamo comprata proprio perché c’erano gli ulivi! Alberi meravigliosi, opere d’arte. Non c’è mai stata discussione: ovvio fin dall’inizio che gli alberi dovevano restare lì. Invece nella proprietà accanto alla nostra stanno costruendo un albergo. Andate a vedere dove sono finiti gli ulivi. Al loro posto ci sono le ruspe. Io non sono una speculatrice. Adoro l’Italia, adoro il Salento. Sono più interessata all’estetica che ai mattoni. A Nardò volevo solo fare qualcosa di bello da cui guadagnassero tutti».
La signora Deighton ha lamentato il disinteresse, da parte della Regione Puglia, rispetto al suo progetto: «Se io presento un progetto in America, posso ricevere critiche, obiezioni. Ma se ne parla. Si arriva a un’idea condivisa. In Puglia non è stato possibile. Dopo il primo stop, il Tar ci ha dato ragione. Ma subito dopo è arrivato l’appello. Ora tocca al Consiglio di Stato. Ma l’udienza potrebbe arrivare tra due anni, quando non si sa».
Barbanente precisa che il terreno in questione risulta edificabile, ma sottoposto a vincolo paesaggistico: questo perché il Comune di Nardò non ha adeguato il suo piano regolatore al Putt approvato dalla Regione Puglia nel 2001, il piano urbanistico territoriale tematico, che tutela il paesaggio.
L’assessore afferma che «non è stato mai chiesto un incontro tecnico con i funzionari del servizio (per entrare nel merito dell’architettura, come dalla signora auspicato…) ma solo politico – come ho detto – avendo ampio ascolto, almeno da me».
L’assessore entra infine nel merito del progetto: «Si tratta – precisa – di un uliveto di impianto quattrocentesco e dal punto di vista tecnico la signora deve dimostrare come si possano prevedere 150mila metri cubi di ville immerse negli ulivi, senza comprometterne le radici con le fondazioni e come sia possibile affermare che “le unità insediative sono state progettate per ‘scomparire’ tra le varie piante di ulivo” quando si tratta di ville a due piani fuori terra di 7.50 metri di altezza (avete mai visto ulivi-sequoie?)»


